Con Oscar Quagliarini lanciamo Mixing in Paris

Nei tre anni passati, Oscar Quagliarini ha curato l’apertura del Rebelot di Milano, pubblicato il libro L'universo di Oscar Q, lanciato in collaborazione con gli amici di TEK BAR i prodotti Q VERMOUT...

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Nei tre anni passati, Oscar Quagliarini ha curato l’apertura del Rebelot di Milano, pubblicato il libro L'universo di Oscar Q, lanciato in collaborazione con gli amici di TEK BAR i prodotti Q VERMOUT e Q BITTER e messo al mondo con la sua Giorgia il primogenito Leon. “Il grande sogno della mia vita”, racconta emozionato.

Da qualche mese è tornato a Parigi (dove in passato ha già curato l’apertura della pizzeria cocktail bar Grazie e del ristorante cocktail bar Gocce) per occuparsi del lancio di Herbarium, bar dell'hotel National Des Arts Et Metiers, sempre del gruppo di Julien Cohen (come Grazie e Gocce). “Inoltre, sto lavorando a una trilogia di testi targati Herbarium. Il primo volume è già uscito, il secondo è in fase di realizzazione e uscirà a dicembre. E non è tutto: a ottobre presenterò una sorta di Aperol di alta qualità, un bitter bianco, e una linea di quattro profumi da corpo legati sempre al mondo del bar e della notte. Quattro fragranze, una ispirata al mondo degli speakeasy, una legata ai club, una legata al mondo dei bar gin e una legata al ristorante Contraste di Milano”, ci racconta Oscar Quagliarini.
Che diventa protagonista di una nuova sezione della rubrica Mixing in the world, ovvero: Mixing in Paris. Il tema della prima puntata? Che cosa offre la Parigi da bere, che cosa significa per un barman lavorare a Parigi e che genere di locale funziona di più.

[caption id="attachment_131865" align="aligncenter" width="300"] I prodotti Q VERMOUT e Q BITTE[/caption]

In generale, Oscar Quagliarini che cosa offre la Parigi da bere?
Secondo me, maggiore varietà di bar rispetto a Milano. Città multietnica e cosmopolita è meno influenzata dalle mode del momento. Per questo offre più diversità sia a livello di design e di arredamento, sia di proposte di food&beverage.

E che cosa significa per un barman lavorare a Parigi?
Per me, vuol dire conquistarsi una qualità di vita migliore. A Parigi si emerge per meritocrazia e il lavoro del barman è tutelato da seri contratti, applicati con rigore. Eccezioni a parte, rispetto ai datori di lavoro italiani, i titolari dei locali parigini sono più professionali e onesti.

Parliamo di format. Che genere di locale funziona di più a Parigi?
Come dicevo prima, a Parigi c’è spazio per tutti i format, ma elemento imprescindibile per avere successo è la qualità. La clientela parigina è sempre disposta a pagare, basta che il prezzo richiesto rispecchi la qualità del prodotto offerto.

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