Art 62. Il commento di un esperto

Egidio Ottimo, partner di TradeLab, società con una forte focalizzazione nello studio del fuori casa e docente universitario presso lo Iulm di Milano, è un esperto nel campo delle relazioni lungo la f...

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Egidio Ottimo, partner di TradeLab, società con una forte focalizzazione nello studio del fuori casa e docente universitario presso lo Iulm di Milano, è un esperto nel campo delle relazioni lungo la filiera horeca; a lui si devono analisi e studi che hanno aiutato a fare chiarezza sul funzionamento di un mercato complesso e per certi versi di difficile comprensione.
«In linea generale la finalità di fondo del provvedimento, ossia la certezza nei termini di pagamento, è condivisibile – spiega Ottimo -. Si tratta di una questione sul tappeto da tempo e che è giusto sia stata finalmente affrontata. Finora, in una sorta di “patto di filiera”, tutti hanno scaricato i costi “sul vicino di filiera”, col risultato di far ricadere il peso dei ritardi nei pagamenti sull’ultimo anello della catena, ossia il consumatore finale. Se l’obiettivo è di eliminare questa inefficienza, non si può che essere d’accordo col provvedimento; la questione è capire se il risultato sia raggiungibile con questa normativa».

Le possibili conseguenze
Vediamo allora di capire quali potranno essere le principali conseguenze del provvedimento. Secondo Ottimo «un primo impatto sul sistema sarà di tipo legale/amministrativo. Tutte le modalità di fatturazione e le politiche di sconti che oggi regolano il rapporto tra aziende produttrici e pubblico esercizio subiranno profonde trasformazioni per adattarsi alle nuove regole. Lo stesso avverrà a livello operativo: gli attori horeca dovranno aggiornare e rinnovare i processi e i sistemi informativi con cui sono abituati oggi a lavorare».
Questo vale un po’ per tutti gli operatori; per gli effetti commerciali bisogna invece separare nettamente gli attori in campo. «Per i fornitori il ciclo dovrebbe migliorare, in particolare per le piccole e medie aziende che oggi non riescono ad imporre alla grande distribuzione e al grande grossista i termini di pagamento. Per le aziende di grosse dimensioni penso invece che la situazione non cambierà molto, perché già oggi riescono ad imporsi abbastanza facilmente sugli intermediari del fuori casa».
«Per gli intermediari il discorso è più complesso e diverso nei due canali, moderno e tradizionale. Sulla grande distribuzione gli effetti della nuova legge dovrebbero essere molto pesanti, è prevedibile una perdita secca nella capacità di gestire tempi e modalità dei pagamenti e conseguente utilizzo del denaro. Il grossista tradizionale svolge invece attualmente un pesante ruolo di “banca del sistema fuori casa” ed è costretto a lavorare considerando dei tempi di pagamento molto lunghi. Se sarà capace di gestire bene la fase di transizione potrà averne degli effetti positivi e ottenere un netto miglioramento dei tempi di pagamento da parte dei propri clienti».

Problemi in vista
È evidente infine che chi si troverà più impreparato e senza possibilità di scaricare a valle i costi sarà il punto di consumo. «Per la categoria dei pubblici esercizi il peggioramento è certo – conferma Ottimo - nel senso che dovrà imparare a convivere con dei tempi di pagamento più brevi rispetto a quelli a cui è oggi abituato».
Ma non è ancora tutto: è possibile prevedere ulteriori conseguenze pratiche. «È prevedibile una maggiore prudenza negli acquisti da parte degli esercenti, il che si tradurrà in minore entrate per i produttori. Dall’altro lato, questo potrebbe significare anche meno acquisti d’impulso e una migliore gestione degli acquisti. Ai grossisti forse verrà chiesto un aumento delle consegne, in termini di frequenza nei passaggi come conseguenza di una gestione più attenta ed oculata delle scorte. L’esercente potrebbe ripensare alla scelta del grossista, prendendo in considerazione non solo gli aspetti legati al credito, ma anche il servizio logistico che può garantirgli».
E non è ancora finita… Per Ottimo qualche difficoltà potrebbe intervenire sull’accettazione dei buoni pasto dei negozi e punti di consumo più esposti sul fronte dei deperibili. «La loro fatturazione alla società emittente è fatta con incasso a 60-90 giorni ed è esclusa dalla normativa, mentre gli acquisti da parte del gestore dei prodotti deperibili che “entrano nello scontrino” subiscono un accorciamento dei tempi di pagamento…».

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