Al Whisky Live di Parigi debutta la seconda serie Magnum by Velier

Diavolo di un Luca Gargano. Cento ne pensa e cento ne fa. Il patron della genovese Velier, azienda di riferimento nella selezione, importazione e distribuzioni di distillati, continua a sfornare degli...

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Diavolo di un Luca Gargano. Cento ne pensa e cento ne fa. Il patron della genovese Velier, azienda di riferimento nella selezione, importazione e distribuzioni di distillati, continua a sfornare degli imbottigliamenti di rum d’eccellenza a ritmo costante.

Lo può fare perché nessuno come lui sembra conoscere ogni anfratto e ogni appezzamento, grande o piccolo che sia, di canna da zucchero nei Caraibi e nessuno come lui sembra custodire le chiavi d’accesso al cuore dei titolari delle varie distillerie e dei loro caveau. Contento lui e contenti gli appassionati come ha dimostrato anche l’ultimo Whisky Live Paris che ha tagliato il traguardo quest’anno delle venti edizioni andando in scena qualche giorno fa nella capitale francese con il banco della Velier affollato durante tutte le ore di apertura con punte da “royal rumble” quando si apriva una bottiglia di Caroni che, per molti rum lovers, è una sorta di Santo Graal. 

L’occasione comunque è stata arricchita dal debutto in anteprima, quello ufficiale è previsto a Milano il prossimo 12 novembre, della seconda serie Magnum da intendersi non come formato, vabbé pure quello, ma nel senso di una delle agenzie fotografiche più storiche e famose del mondo con la quale Velier ha stabilito una sorta di joint venture. La prima release c’è stata nel 2021 e per i primi quattro imbottigliamenti la scelta era caduta su una delle leggende della fotografia moderna, Elliott Erwitt. Quattro immagini in bianco e nero per quattro rum provenienti da tre isole diverse: Hampden dalla Giamaica, Saint James dalla Martinica, Foursquare e Barbados per le Barbados.

Quest’anno si è replicato con un nuovo fotografo, l’americano Alex Webb le cui foto sono state esposte anche al Metropolitan Museum di New York, tornando in Giamaica ancora con Hampden (13 anni di invecchiamento tropicale per 60% vol) e Clarendon (10 anni sempre passati ai tropici e sempre 60% vol), si è andati in Australia con Beenleigh, la più antica distilleria “down under” (8 anni di invecchiamento e ancora 60% vol) e infine si è tornati in Martinica a casa Saint James (12 anni e 45% vol). Tutti maturati nel luogo di produzione, il che significa una perdita di liquido, la cosiddetta “angel’s share”, molto più importante rispetto a una maturazione nel Vecchio Continente, e tutti frutto di una serie innumerevole di assaggi prima di arrivare alla scelta finale. 

Difficile, forse anche poco utile, decidere una classifica: palato ed emozione ci fanno personalmente scegliere Clarendon (profondo, ricco, con ricordi di cioccolato e di crema catalana) e Beenleigh (molto fresco, note fruttate) tuttavia Hampden colpisce sempre per la sua complessità e la sua muscolarità mentre Saint James per l’austera raffinatezza. Tiratura limitata a seicento bottiglie per il formato magnum e il doppio per quelle classiche da 70 cl.

Prezzi? Da decidere ma è chiaro che il progetto, per importanza del liquido e per limitatezza quantitativa, è rivolto a cultori e collezionisti pronti a aprire la bottiglia nella loro quotidiana occasione speciale. Del resto oltre ad alcune simboliche coincidenze, lo stesso Gargano è appassionato e  valente fotografo e Velier e Magnum Photos condividono lo stesso anno di nascita, il 1947, l’obiettivo è quello di dare un contributo alla crescita, in termini di valore ma anche di immagine e di “rango sociale”, del rum che Gargano, al di là dell’affetto personale per luoghi e persone, considera all’altezza del single malt scozzese. Considerati entrambi nelle loro migliori espressioni.

E, in effetti, come ha dichiarato lo stesso patron di Velier, l’idea della serie Magnum è nata all’indomani di una prima edizione di asta su Whisky Auctioneer interamente dedicata al rum che ebbe un successo tale da convincere i titolari della casa d’aste a fondare, di lì a poco, la “sorella” Rum Auctioneer. Insomma, il turning point fu la scoperta che anche i rum erano entrati nel mirino di collezionisti e investitori e che il “mitologico” Caroni, rum notoriamente in via di estinzione visto che la distilleria è chiusa da anni e prima o poi le botti finiscono, non era una stella solitaria. Oggi nel firmamento dei rum d’eccellenza splendono anche gli imbottigliamenti Magnum.

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