In alto i calici con Partesa

L’anteprima dell’edizione 2016 della Guida Vini d’Italia, edita dal Gambero Rosso, una delle più autorevoli in Italia e nel mondo, ha riservato qualche conferma e molte novità fra i vini che hanno ric...

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L’anteprima dell’edizione 2016 della Guida Vini d’Italia, edita dal Gambero Rosso, una delle più autorevoli in Italia e nel mondo, ha riservato qualche conferma e molte novità fra i vini che hanno ricevuto l’ambito riconoscimento dei TreBicchieri. In questa occasione, si rinnova il successo dei produttori distribuiti da Partesa, molti dei quali con esclusiva regionale e/o nazionale. Un risultato importante che testimonia l’alta qualità del portfolio Partesa e la grande cura con cui gli specialisti del mondo vino selezionano etichette d’eccellenza, non solo fra i grandi nomi del settore, ma anche fra cantine emergenti. La volontà è diversificare l’offerta per poter andare incontro alle diverse esigenze del mercato, garantendo ai propri partner non solo un’ampia gamma di referenze, ma anche un servizio consulenziale studiato ad hoc per ogni esigenza. Un approccio innovativo che si riassume perfettamente nel progetto Partesa per il Vino che, dal 1998, affianca alla forza di un network distributivo capillare sul territorio, un contatto personale con le aziende partner, con l’obiettivo di contribuire alla loro crescita, accompagnandolein un percorso di valorizzazione della propria identità.

calice-di-vino-Ma quali sono le cantine che hanno ottenuto i Tre Bicchieri? Ecco uno spaccato, diviso per regione, delle referenze del portfolio Partesa. Il Piemonte la fa da padrone, con ben sei vini giudicati al top della categoria: il Barbaresco Asili (2012) di Ca’del Baio, il Barolo Sottocastello di Novello (2010) della cantina Ca’ Viola, Barbera d'asti Genio (2012) dell’Azienda Vitivinicola Giani d’Oglia, il Barolo Cannubi D.O.C.G. (2011) dei Poderi Luigi Einaudi, il Barolo Marenca (2011) dell’Azienda Agricola Pira Luigi e il Roero Riserva Printi (2011) dell’Azienda Mochiero Carbone. Ottimo risultato anche per i vini Toscani: il Chianti Gran Selezione (2011) della Tenuta di Lilliano, il Bolgheri Superiore Atis (2012) di Guado al Melo, il Madre Chiesa (2012) di Terenzie, il Cortona Syrah, Il Castagno (2012) di Fabrizio Dionisio. Il Veneto ottiene tre riconoscimenti con il Soave Monte Alto (2013) di Ca' Rugate, il Valdobbiadene Brut Rive di Col San Martino Cuvée del Fondatore Graziano Merotto (2014) di Merotto e il Cristina (2012) della Cantina Roeno. A seguire, la Sicilia con l’Etna Bianco A’ Puddara (2013) della Tenuta di Fessina; l’Umbria con il Montefalco Sagrantino Collepiano (2011) di Arnaldo Caprai; il Friuli con il Collio Malvasia (2014) di Ronco dei Tassi; il Trentino con il Trento Brut Methius Riserva (2009) dei F.lli Dorigati e la Liguria con il Riviera Ligure di Ponente Pigato Albium (2013) di Poggio dei Gorleri.

Importanti, anche i riconoscimenti ottenuti da due case vinicole: Giulio Grasso, titolare di Cà del Baio, è stato eletto “Viticoltore dell’anno”, mentre Guado al Melo è stata eletta “Azienda emergente dell’anno”.

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