Il whisky inglese ottiene lo status di Indicazione Geografica

Dan Szor, presidente della English Whisky Guild e fondatore della Cotswolds Distillery, parla di un segnale di riconoscimento verso mercati e consumatori internazionali

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Il Defra, il ministero britannico per l'ambiente e l'agricoltura, ha concesso venerdì lo status di Indicazione Geografica al whisky inglese, l'ultima delle quattro nazioni del Regno Unito a ottenere questa protezione legale dopo Scozia, Irlanda del Nord e Galles. Drinks International racconta che il riconoscimento arriva al termine di un percorso di oltre sei anni avviato dalla English Whisky Guild, con la domanda depositata nel febbraio 2022 e pubblicata per eventuali opposizioni solo tre anni dopo. Le nuove specifiche stabiliscono che il whisky inglese debba essere prodotto con cereali e acqua britannici, distillato in Inghilterra a una gradazione inferiore al 94,8% e maturato per almeno tre anni in botti di legno non superiori ai 700 litri, imbottigliato a un minimo del 40% con il caramello E150a come unico additivo consentito. Dan Szor, presidente della English Whisky Guild e fondatore della Cotswolds Distillery, parla di un momento decisivo per la categoria, che ottiene così un'identità protetta e un segnale di riconoscimento verso mercati e consumatori internazionali. Per un settore che si è costruito finora sulla notorietà del whisky scozzese, la vera domanda è se questa protezione basterà a dare al whisky inglese un posizionamento distinto, o se resterà per anni un fratello minore rispetto allo Scotch.

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