Le stime provvisorie, pubblicate a novembre, erano state leggermente più ottimistiche. La prova dei fatti ha spento il -seppur minimo- entusiasmo. Secondo le ultime rilevazioni Istat, relative al III trimestre del 2010, infatti, il numero di occupati, al netto dei fattori stagionali, risulta pari a 22.811.000 unità: in calo - quindi - dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Il calo occupazionale più preoccupante si è registrato nel Mezzogiorno, il Centro contiene meglio l'emorragia, mentre il Nord tiene. La riduzione congiunturale dell’occupazione, diffusa settorialmente, riguarda soprattutto l’agricoltura e l’industria.
Vediamo qualche altro dato interessante: il tasso di occupazione nella fascia compresa tra i 15 e i 64 anni è pari al 56,7 per cento, con una flessione di otto decimi di punto percentuale rispetto al terzo trimestre 2009. Tra gli stranieri, invece, si nota una certa stabilità.
Nel terzo trimestre 2010 il numero degli occupati a tempo pieno registra una riduzione tendenziale dell’1,6 per cento (-316.000 unità). Il risultato è determinato sostanzialmente dall’accentuata discesa dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato (-349.000 unità), in particolare nelle imprese più grandi della trasformazione industriale e in quelle di più ridotta dimensione del commercio, non compensata dal moderato aumento dell’occupazione autonoma a tempo pieno.