Capire perché un consumatore sceglie un prodotto può diventare un'attività economica con ampi spazi di sviluppo. Beverfood riprende le stime richiamate nella presentazione del nuovo libro di Luigi Odello, secondo cui il mercato mondiale dell'analisi sensoriale e della ricerca sui consumatori crescerebbe dell'8% annuo, un ritmo che ne raddoppierebbe il valore entro un decennio. Il volume, "Consulente sensoriale. Fondamenti, metodo e futuro di una nuova professione", pubblicato dal Centro Studi Assaggiatori, individua in Italia un bacino potenziale di circa 50mila imprese agroalimentari, a cui si aggiungono cosmetica, design, turismo, benessere e servizi. Le occasioni elencate sono concrete: correggere una ricetta prima del lancio, capire se una confezione comunica davvero il valore del contenuto, migliorare la gradevolezza di un cosmetico o l'esperienza in un albergo. Il libro distingue chi già acquista questi servizi dalle organizzazioni che studiano l'esperienza dei propri clienti senza ricondurla alle scienze sensoriali, e individua in questa seconda categoria, insieme alle aziende che hanno un problema di gradimento ma non sanno a chi rivolgersi, il bacino di domanda ancora inespressa su cui il settore può crescere. Difficile dire se la crescita arriverà davvero all'8% annuo previsto nel libro, ma la direzione, un settore che professionalizza sempre più anche le decisioni più "di gusto", sembra coerente con quanto sta già succedendo altrove nell’horeca.