Il biologico italiano cresce nei consumi ma perde superfici e operatori

I consumi domestici crescono del 9,2% nel 2025, toccando 4,4 miliardi di euro. Ma la superficie coltivata a biologico scende a 2,37 milioni di ettari, il 5,4% in meno sull'anno precedente, con gli operatori totali a 95.386 (-1,8%).

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Il rapporto "Bio in cifre" di Ismea e Ciheam Bari, presentato a Roma per la Giornata europea del biologico, restituisce un settore a due velocità. I consumi domestici crescono del 9,2% nel 2025, toccando 4,4 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato, pari al 4% della spesa agroalimentare nazionale. Ma la superficie coltivata a biologico scende a 2,37 milioni di ettari, il 5,4% in meno sull'anno precedente, con gli operatori totali a 95.386 (-1,8%). Il Sole 24 Ore riporta il commento del presidente di Ismea Livio Proietti, che lega parte dello stallo all'incertezza sulla nuova Pac, dopo che gli incentivi diretti al biologico avevano fino a ora sostenuto l'espansione delle superfici. Il calo, spiegano Federbio e Coldiretti, non è uniforme: riguarda soprattutto le superfici in conversione (-24,4%, in particolare prati e foraggere, segno di difficoltà per la zootecnia biologica), mentre le superfici già certificate restano sostanzialmente stabili (-0,5%). Coldiretti inquadra il dato in una traiettoria di lungo periodo ancora positiva (+32,4% di ettari nell'ultimo decennio) ma segnala un fronte critico: le importazioni di biologico sono cresciute del 25%, con prodotti esteri a basso costo che intercettano parte della domanda senza generare nuova produzione in Italia. Proprio per questo motivo viene presentato nella stessa occasione il nuovo Marchio Biologico Italiano, tre foglie verde bianco e rosso, pensato per distinguere in etichetta l'origine nazionale. Il paradosso di fondo, riassunto da Confagricoltura, è che i consumi in crescita non bastano a proteggere chi produce: tra costi in aumento, adempimenti burocratici e prezzi riconosciuti agli agricoltori spesso insufficienti, sempre più aziende scelgono di abbandonare la certificazione bio anche mentre il mercato del biologico si allarga. Per il fuori casa che comunica ingredienti bio in carta, il dato da tenere presente è che una quota crescente di ciò che oggi si vende come biologico in Italia arriva dall'estero, non da una produzione nazionale in espansione.

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