I pubblici esercizi campani si alleano e chiedono aiuto al governo

E’ una richiesta d’aiuto e di speranza quella dei rappresentanti dei pubblici esercizi campani, lanciano a Enrico Stoppani, presidente nazionale Fipe. L’alleanza che parte dalla Campania attraverso l’...

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E’ una richiesta d’aiuto e di speranza quella dei rappresentanti dei pubblici esercizi campani, lanciano a Enrico Stoppani, presidente nazionale Fipe. L’alleanza che parte dalla Campania attraverso l’unione di idee di tre esponenti, Massimo Di Porzio, presidente Fipe Confcommercio Campania, Alessandro Condurro, segretario UPSN le Centenarie e portavoce Associazione Pizze Tramonti e Franco Pepe, patron della Pizzeria Pepe in Grani, portavoce dei ristoratori del Sannio e dell’Alto Casertano, vuole portare avanti delle proposte da far giungere con urgenza al governo nazionale per cercare di arginare la situazione economica disastrosa che stanno vivendo i pubblici esercizi, alla luce delle chiusure e soprattutto in vista delle riaperture che non potranno mai riportare la situazione allo status precedente, almeno nell’immediato.

“E’ indubbio - si legge nella nota - che nel disastro generale, il settore dell’intrattenimento e del turismo è quello che riceverà i maggiori danni, anche e soprattutto perché le aspettative sono le più pessimistiche: non basterà riaprire, ma bisognerà rivedere le politiche e le scelte aziendali per la sicura mancanza di flussi turistici e per la difficoltà che sicuramente avranno le persone a frequentare luoghi pubblici con altre persone. Allora dobbiamo assolutamente richiedere un allungamento delle moratorie e un sostegno nel pagamento di canoni di affitto e utenze. Non da ultimo, le esigenze degli stabilimenti balneari di esonero dal versamento dei canoni e degli altri oneri concessori”.

Queste le richieste portate avanti

  1. Indennizzo percentuale sul fatturato e corrispettivi persi rispetto al medesimo periodo dell'anno scorso.
  2. Accesso al credito garantito dal Fondo di garanzia, con istruttorie veloci, con restituzione della prima rata dopo 6 mesi e interessi 0 il primo anno, a lungo termine (almeno 20 anni) legando la disponibilità alla base imponibile, o almeno a determinati indici delle aziende stabiliti dal governo (preservare aziende virtuose che hanno lavorato bene).
  3. Allungamento degli ammortizzatori sociali in deroga al 30/09 e snellimento delle procedure di accesso per garantire livello occupazionale.
  4. Credito d’imposta per locazioni 100% per periodi di chiusura forzata e poi 60% fino a dicembre 2020, esteso anche ad altre categorie catastali.
  5. Sospensione almeno semestrale del pagamento di imposte, tasse e contributi e successiva rateizzazione anche di imposte e tasse locali (imu, cosap, tari).
  6. Esonero dal versamento dei canoni demaniali per l'anno 2020 e delle relative addizionali regionali per gli stabilimenti balneari e gli altri concessionari del demanio marittimo ad uso turistico-ricreativo.

“Abbiamo inviato il documento e le richieste sindacali ai nostri rappresentanti di Fipe Confcommercio nazionale - dice Massimo Di Porzio – affinché possano portare al tavolo del Governo nazionale le necessità dell’intero comparto dei Pubblici Esercizi. E’ finito il tempo degli appelli e dei gridi di allarme: adesso bisogna pianificare interventi che possano garantire alle aziende liquidità per far fronte agli impegni immediati e alle necessità di rilancio alla riapertura. Bisogna prevedere inoltre un indennizzo commisurato ai mancati incassi di questo periodo di chiusura forzato”.

"Bisogna pensare alla sopravvivenza delle aziende, ma anche programmare già da oggi una nuova economia perché dopo l'epidemia sarà un mondo diverso”, dice Antonio Pace, presidente di A.V.P.N.

"In questo momento particolare - aggiunge Vincenzo Savino, presidente APT – Associazione Pizzaioli Tramonti - riteniamo utile avviare un rapporto teso ad elaborare tutte le iniziative e proposte necessarie che possano consentire al più presto al nostro Paese e al nostro comparto di ripartire. Ci sentiamo tutti impegnati, a vincere la partita più importante della vita, poiché è in gioco il ruolo, il valore e il futuro della ristorazione. Occorrerà, per questo, prevedere interventi che esplichino i loro effetti non solo nella fase iniziale ma soprattutto nel periodo post-emergenziale".

“L'emergenza pandemia ci ha obbligato a una chiusura forzata improvvisa - spiega Franco Pepe - alla quale non eravamo pronti. Non ci siamo tirati indietro, proprio perché potevamo essere potenziali responsabili di aggregazione di massa ma è arrivato il momento di un futuro senza podi, dove quello che conta è la sinergia tra di noi all’interno di un tessuto economico dove il governo deve garantire la rinascita dei pubblici esercizi e deve consentire la continuità aziendale in termini economici nonché fiscali per tutti soprattutto per quelle aziende che nel tempo hanno fatto un lavoro enorme e che hanno fatto sacrifici assicurando occupazione e sviluppo. Abbiamo la volontà di ripartire mantenendo la nostra forza lavoro ,la responsabilità di riaprire in sicurezza secondo i tempi che saranno indicati dal Governo ma occorre riattivare la fiducia finanziaria, il solo motore che può rimettere in piedi le attività produttive e l’intero Paese”.

“È importante per noi Pizzerie Storiche Napoletane far sentire la nostra presenza e la nostra voce – chiosa Antonio Starita, presidente di UPSN -. Le nostre attività lavorano 31ininterrottamente da oltre 100 anni, hanno superato crisi simili se non peggiori, adesso è il momento che lo stato faccia la sua parte per consentirci di proseguire”.

Leggi la risposta di Enrico Lino Stoppani, presidente di Fipe - Confcommercio.

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