Home Restaurant: ora serve la normativa

E’ passato ormai un anno dalla nota del Ministero dello Sviluppo Economico che equiparava l’attività di Home Restaurant all’attività di somministrazione di alimenti e bevande, rendendo operativo, quan...

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E’ passato ormai un anno dalla nota del Ministero dello Sviluppo Economico che equiparava l’attività di Home Restaurant all’attività di somministrazione di alimenti e bevande, rendendo operativo, quantomeno sulla carta, il principio “stesso mercato stesse regole” (cfr. Mixer luglio 2015). Durante questo periodo, l’attenzione sul fenomeno degli Home Restaurant, ma più in generale sulla cosiddetta “Sharing Econonomy”, si è accentuato in maniera particolare, anche per via della enorme diffusione di siti, sia in Italia sia all’estero, che propongono e sostengono questa economia della condivisione, basti pensare infatti ad Uber o Airbnb. La stessa Commissione Europea si è interessata recentemente al fenomeno, redigendo un documento specifico sulla Sharing Economy, a cui seguiranno a breve delle linee guida per far orientare al meglio i legislatori nazionali. In Italia si sono registrate diverse iniziative parlamentari, che hanno interessato soprattutto gli Home Restaurant, anche a seguito della nota del MISE prima citata, img3507nonché a conferma della sempre maggior diffusione del fenomeno e della rinnovata attenzione sul tema. In particolare, nell’ottobre 2015 è stata presentata alla Camera dei Deputati una Risoluzione degli Onorevoli Senaldi e Lattuca con cui si chiedeva al Governo di promuovere un’iniziativa normativa per regolare puntualmente questa nuova tipologia di attività. Nei mesi successivi, sono state quindi organizzate delle audizioni sul testo e FIPE nel suo intervento ha evidenziato le anomalie di queste attività sul piano della concorrenza, della fiscalità e della tutela della salute pubblica. In particolare, ha sostenuto che la crescente diffusione degli Home Restaurant su tutto il territorio nazionale, a seguito della crisi ed attraverso il contributo di canali on line e social network, va contrastata immediatamente, altrimenti rischia di costituire un canale parallelo di offerta organizzato, ma non controllato da molteplici punti di vista. Questa attività, infatti, così come esercitata oggi, è posta in essere al di fuori di ogni regola e quindi deve essere contrastata con decisione dalle autorità competenti. A seguito di tale Risoluzione, che ha avuto una discreta eco, sono stati presentati ben quattro disegni di legge sul tema dell’attività di ristorazione in abitazione privata. Ciò che colpisce è la natura bipartisan di tali disegni di legge, segno che l’attenzione sul fenomeno è condivisa e diffusa, ma soprattutto che l’aumento delle attività di Home Restaurant sta diventando talmente consistente da rendere ormai urgente una vera regolamentazione. Anche in questo caso la FIPE è stata chiamata a dare il proprio contributo, forte della sua rappresentatività, e continua a seguire da vicino i lavori parlamentari che sono stati appena avviati. Per completezza occorre sottolineare che, oltre ai DDL citati, ne è stato presentato uno riguardante tutto il mondo della Sharing Economy, in particolare legato alla disciplina delle piattaforme di prenotazione on-line dei servizi offerti, e che risulta strettamente collegato anche ai testi sugli Home Restaurant. Si è in attesa di conoscere l’evoluzione degli iter legislativi appena iniziati, ma si è soddisfatti del fatto che l’attenzione richiesta da FIPE sul fenomeno degli Home Restaurant abbia trovato un notevole riscontro da parte delle Istituzioni.

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