A vent'anni dal debutto del V60, Hario interviene su uno dei dripper più influenti del mondo del caffè filtro senza cambiarne l'aspetto, ma riprogettandone completamente l'interno. Nella prova pubblicata da Barista Magazine, il nuovo V60 Neo mantiene la classica forma conica e la compatibilità con i filtri tradizionali, ma sostituisce le storiche nervature a spirale con 72 sottili scanalature verticali che favoriscono un flusso dell'acqua più regolare e riducono il rischio di estrazioni irregolari. È questo il punto più interessante del test: il Neo non nasce per superare il V60 tradizionale, ma per ridurne la variabilità. Il risultato è uno strumento più accessibile, capace di offrire maggiore costanza anche a chi non padroneggia perfettamente il pour over. Una scelta che potrebbe avere un peso non solo nell’uso domestico, ma anche nei locali in cui ripetibilità e semplicità operativa contano quanto la finezza del gesto. Il compromesso, però, riguarda il profilo in tazza. Secondo la prova, il Neo tende a restituire caffè più rotondi, dolci e corposi, mentre il V60 classico conserva un vantaggio sui caffè più delicati, nei quali si cercano soprattutto brillantezza, acidità e trasparenza aromatica.