Il Silb (Associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo) imputa agli stabilimenti balneari un mancato incasso per l'erario stimato in 20 milioni di euro per l'anno 2012. "Se gli stabilimenti balneari vogliono trasformarsi in locali sulla spiaggia da intrattenimento danzante e di spettacolo, possono anche farlo, purché rispettino regolamenti e leggi che riguardano il settore. Non si può pretender di stare in uno stesso mercato senza osservarne le stesse regole", ha detto il presidente Maurizio Pasca. Che è anche presidente del Fipe Lecce. Una sentenza del Consiglio di Stato dell'ottobre del 2013 precisa che qualsiasi variazione nell'estensione della zona concessa o nelle opere o nelle modalità di esercizio deve essere richiesta preventivamente e può essere consentita mediante atto o licenza suppletivi dopo l'espletamento dell'istruttoria. "Questo significa che l'uso indicato nella licenza di concessione demaniale non può essere modificato in alcun modo senza un'autorizzazione demaniale preventiva. Quest'ultima deve essere sempre presente e deve essere ulteriore rispetto agli eventuali altri titoli autorizzatori necessari per lo svolgimento di una determinata attività. Non si tratta di mettere barriere all'inserimento di nuovi soggetti sul mercato ma di avere regole certe che valgano per tutti, altrimenti andiamo verso un abusivismo senza frontiere destinato a colpire tutti i settori compresa la ristorazione. E questo è molto pericoloso soprattutto quando ne va della sicurezza e dell'incolumità delle persone", ha concluso Pasca.