Fumata nera per Alitalia-Etihad. Ma si continua a trattare

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Il tempo di atterrare e il presidente e l'amministratore delegato di Alitalia Roberto Colannino e Gabriele del Torchio si sono fiondati dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi per informarlo dell'incontro con i vertici Etihad Airways di ieri nella sede del vettore, a Khalifa City. Non sono trapelate indiscrezioni, anche se proprio Lupi ha affermato di aver parlato al telefono ieri con Del Torchio appena terminato il meeting con il management emiratino, affermando che "non credo si siano sbattuti la porta in faccia". Lupi ha però ribadito che l'ipotesi bad company non "è accettabile". E che i debiti "non verranno accollati allo Stato". Ma ha anche ripetuto che "se l'azienda chiude si va tutti a casa".
Proprio i debiti sono uno dei nodi irrisolti della negoziazione, insieme agli esuberi. I 400 milioni di debiti finanziari su un miliardo totale di cui Etihad non vuole sentir parlare sono in mano alle banche con, soprattutto Intesa San Paolo, che non vorrebbe svalutarli. Ghizzoni e Messina, rispettivamente ceo e consigliere delegato di Unicredit e Intesa San Paolo si risentiranno con i vertici di Alitalia e con gli altri soci per capire se e quali altri margini di trattativa ci sono.
E su questa impasse ha detto la sua anche il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Abdullah Bin Zayed: "Ci sono delle difficoltà nelle discussioni commerciali in corso... un partenariato deve essere costruito su basi commerciali solide", ha detto  a margine di un incontro con il titolare della Farnesina Federica Mogherini a Roma.
Il tutto ora è legato al (solito) rilancio italiano e a come un "imbarazzato" James Hogan, dicono fonti finanziare,  presenterà la situazione al cda del vettore emiratino. Dove l'ultima parola spetterà, come sempre, allo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahayan.
Intanto è stata rinviato a venerdì anche l'incontro con i sindacati che si sarebbe dovuto tenere oggi.

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