Fiumicino: chiude la pista 16L, apre quella di riserva. Con un sacco di problemi

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Ancora guai per lo scalo romano di Fiumicino. A due settimane dall'incendio dell'area transiti del Terminal 3 la pista principale è stata chiusa per lavori e nei giorni successivi i controllori di volo hanno dovuto far fronte a una serie di fatti potenzialmente pericolosi.
Dal 15 maggio, giorno della chiusura della pista 16L, il traffico è stato infatti spostato sulla 16C, più stretta di 15 metri e con vie di fuga meno efficienti, oltre ad avere il sistema anti-intrusione a bordo pista difettoso che scatta in continuazione. Questo ha causato episodi di balked landing o di runway incursion, fra gli avvenimenti più pericolosi nel traffico aeroportuale. Per fare un esempio, la tragedia di Linate dell’8 ottobre di 14 anni fa che costò la vita a 118 persone fu causata proprio da un runway incursion. Ma Enac, ente nazionale per l’aviazione civile, tranquillizza: "sono stati applicati gli standard dei regolatori nazionali e internazionali".
Per quanto riguarda il terminal, Cgil, Cisl e Uil chiedono a Enac di aprire un confronto sullo stato delle emissioni per salvaguardare la salute di lavoratori e passeggeri prima che ne venga autorizzata la piena riapertura. "Stiamo lavorando alacremente per ripristinare al meglio il servizio pubblico", commenta il presidente di Aeroporti di Roma Fabrizio Palenzona. Ma i sindacati di base chiedono magiori garanzie e per il 25 maggio hanno proclamato uno sciopero di 24 ore.

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