Il
turismo è una risorsa fondamentale per
Firenze, ovviamente. Ma l’arrivo di migliaia di visitatori ogni giorno non
fa solo
bene alla città. Come ha individuato lo studio promosso da
Etoa Associazione Europea del turismo in collaborazione con
Fondazione Romualdo Del Bianco,
Life Beyond Tourism e
Centro Studi Turistici di Firenze con il patrocinio del Comune di Firenze, chi vive in città o nelle immediate vicinanze individua una serie di criticità legate al flusso turistico. Innanzitutto, gli arrivi concorrono ad
aumentare i prezzi di beni e servizi (80% delle risposte), a
spopolare il centro storico e “costringono” i fiorentini a
girare alla larga da ben 72 luoghi della città (piazza del Duomo in primis, ma amche via dei Calzaiuoli e Ponte Vecchio). Allo stesso tempo, però, turismo significa nuove opportunità di lavoro, maggiore appeal per gli investimenti e anche maggior orgoglio e consapevolezza. Tra i dati più significativi, anche la richiesta di una pianificazione più attenta allo sviluppo futuro del turismo in città, per evitare che Firenze diventi un museo a cielo aperto esclusivamente a misura di visitatore.
Come fa notare
Fabrizio Ajò, coordinatore dell’indagine, “Sulla necessità di consultare e coinvolgere la comunità locale, lo studio risponde alle linee guida suggerite da UNESCO e UNWTO per lo sviluppo sostenibile di un sito patrimonio dell’umanità come Firenze. È in queste linee guida che si legge infatti quanto le comunità locali e la loro relazione con il turismo siano elementi fondamentali per la conservazione e lo sviluppo di una destinazione”. Se dallo studio, a cui
hanno risposto circa 3.000 fiorentini, emerge chiaramente la percezione dell’importanza del turismo per la città, questa importanza è in realtà decisamente sottostimata. Infatti secondo i residenti, come fa notare
Giovanni Bettarini, assessore del comune di Firenze, il turismo vale 800 milioni di euro l’anno, mentre “
la spesa reale diretta dei turisti a Firenze è di 2 miliardi di euro”. Come sarà la Firenze del turismo domani? In base alle
indicazioni raccolte, maggiormente
all’insegna del dialogo e dell’incontro tra turisti e residenti, per un nuovo concetto di viaggio, ma non numericamente ridimensionato, visto che
solo il 4% dice sì alla possibilità di ridurre i turisti in città. Ancora, i suggerimenti si concentrano sulla necessità di decentrare e destagionalizzare i flussi, migliorare l’accesso alla città, aumentare i controlli e la sicurezza e sullo sviluppo di un’offerta maggiormente qualificata, anche sul fronte della ristorazione, per valorizzare i prodotti locali.