Finozzi e il successo del BuyVeneto

Intervista esclusiva all’assessore al turismo della Regione Veneto Marino Finozzi, a margine dell’incontro organizzato dal Gist  La Sfida del Cineturismo, in occasione della 13°edizione del BuyVeneto ...

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Intervista esclusiva all’assessore al turismo della Regione Veneto Marino Finozzi, a margine dell’incontro organizzato dal Gist  La Sfida del Cineturismo, in occasione della 13°edizione del BuyVeneto che, come di consueto per le ultime edizioni, si tiene all’Hilton Molino Stucky della Giudecca, Venezia: “E’ un evento che cresce ad ogni edizione, sia dal punto di vista numerico che della soddisfazione degli operatori e dei buyer – sottolinea Finozzi -. Siamo partiti dal terminal passeggeri di Venezia, ma da qualche anno abbiamo scelto questa ottima location, che ci permette di ospitare i delegati e avere delle grandi sale attrezzate per il nostro workshop ma anche per ospitare incontri come quello organizzato oggi con il Gist. Un evento che, secondo uno studio delCiset del 2011, genera nel breve-medio periodo una ricaduta di oltre 11 milioni di euro, a fronte di una spesa che non va oltre le 600/700 mila euro”.
Un evento quello del BuyVeneto che deve aiutare la “prima regione turistica italiana”, come sottolinea con orgoglio Finozzi, anche a “destagionalizzare e a distribuire i turisti su tutto il territorio, come sulla Pedemontana veneta, che non ha nulla da invidiare all’entroterra toscano, o sulle città d’arte, anche quelle minori, che spingiamo con manifestazioni culturali, nonché attraverso celebrazioni come quelle sulla Grande Guerra, grazie alla quale vogliamo diventare come la Normandia. In Veneto infatti combatterono eserciti di ben 22 paesi.”
Perché il turismo veneto ha un’anima molto straniera: “da gennaio ad agosto abbiamo avuto oltre  12 milioni 145 mila turisti, di cui il 65,9% provenienti dall’estero, con un più 2,1 anno su anno e malgrado il maltempo. Le presenze sono a più 0,2%, a quota 48 milioni 575 mila, con il 66,5% di stranieri – spiega Finozzi -. Numeri importanti che mi fanno ben sperare in una chiusura d’anno, l’ennesima, a segno più. Un ottimismo che, però, non deve farci dimenticare che il maltempo ha colpito le aziende nella loro reddittività, avendo dovuto in alcuni casi agire sulla leva del prezzo, soprattutto in montagna, che ha avuto un tracollo. Ragioni per cui stiamo operando per la richiesta dello stato di crisi”. Crisi che si evince dai numeri: il turismo montano ha registrato infatti un meno 5,4% negli arrivi e un meno 8,4% nelle presenze. In calo anche il balneare, con arrivi stabili e presenze a meno 1,1%, mentre ottime le performance delle città d’arte, a più 4,1%, delle terme, a più 2,8% e del Garda,  a più 0,9%. Grazie, ancora una volta, agli arrivi stranieri, a più 4,5%, rispetto a un turismo domestico in calo del 5,6%. Tra i paesi esteri ottime le crescite di mercati quali Germania e Austria, “che valgono il 35% del nostro turismo”, spiega Finozzi, con crescite oltre l’11%, e la Cina, anch’essa a più 11%.
Nuovi mercati, e nuovi modalità di consumo del turismo, che sta portando sempre di più a polarizzare le presenze negli alberghi; quelle a 1 e 2 stelle e quelle a 3 stelle calano del 9,9% e dello 0,9% rispettivamente, mentre i 4 stelle crescono del 3,1% e i 5 stelle del 7,9%: “le strutture di più basso livello vengono sempre più sostituiti dagli agriturismo (più 4,8%, ndr), dai campeggi e dai villaggi turistici (più 3,2%, ndr) e dai B&B, i quali però – denuncia Finozzi – ci danno motivo di preoccupazione, perché se non gestiti da professionisti, bensì da privati come attività complementare, a volte non rispetta i minimi standard di qualità che richiediamo, andando a far crescere inoltre un’economia parallela”. Una volta di più la richiesta, legittima, di “regolare” la sharing economy per poter meglio controllare, e naturalmente imporre le corrette tasse, al mondo degli affitti privati.
Finozzi chiude poi l’intervista con un sogno, “che purtroppo è rimasto nel cassetto – racconta l’assessore -. Avevamo già trovato il partner giusto, ovvero Poste Italiane, ma poi sono cambiati i vertici. L’idea era di dotare i nostri visitatori di una carta prepagata con la quale saldare ogni spesa che facevano da noi, senza preoccuparsi di cambiare euro in caso di turisti extra-Ue, e con la quale anche prenotare diversi servizi sul territorio su un sito web riservato”.

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