Federvini: serve una logica di squadra

  Presentati e discussi a Roma i dati del primo studio nazionale sul contributo economico, occupazionale e fiscale della filiera vino, spiriti e aceti in Italia. In occasione dell’assemblea generale 2...

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Presentati e discussi a Roma i dati del primo studio nazionale sul contributo economico, occupazionale e fiscale della filiera vino, spiriti e aceti in Italia.

In occasione dell’assemblea generale 2013 Federvini, Federazione italiana Industriali Produttori Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini, ha presentato i risultati del primo studio nazionale sulla filiera vino, spiriti e aceti in Italia.
Il quadro che ne emerge è quello di un settore in grado di generare un valore aggiunto di 13,2 miliardi di Euro (pari allo 0,83% del Pil nazionale), occupare quasi 1.200.000 addetti (pari al 5,1% della forza lavoro totale in Italia) e assicurare così entrate fiscali e contributive per 8,5 miliardi di Euro (1,3% del totale italiano). Un comparto, quindi, che deve proporsi ed essere riconosciuto come un elemento vitale del Sistema Paese, in grado di fungere da traino del Made in Italy anche in mercati fino ad oggi meno esplorati, ma dalle enormi potenzialità. Il tutto, alla vigilia del grande appuntamento di Expo 2015.
“Per sfruttare queste opportunità e al tempo stesso affrontare l’attuale fase di contrazione economica e dei consumi è assolutamente necessario creare una mentalità di squadra tra i diversi attori del settore, affinché si agisca in rete e si mettano in atto politiche espansive comuni”, ha dichiarato il Presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia.

Il mercato
Un mercato, ha ricordato nella sua relazione il Presidente Lamberto Vallarino Gancia, che nel 2012 ha registrato un export pari a 4,8 miliardi di Euro (+6,7% sul 2011) nel comparto vini e mosti, a fronte di una contrazione in termini di volumi (-8,6%). Germania, Regno Unito Stati Uniti, Cina (+6% in volumi) e Giappone (+16,6% in volumi) i principali mercati di sbocco.
Nel settore acquaviti di vino e di vinaccia si è evidenziata una riduzione del 13,1% sulle quantità, cui ha fatto fronte un sensibile incremento (+18%) in termini di valore. Positiva, sia per volumi che per valore, la performance della grappa, mentre i liquori e le altre bevande alcoliche hanno registrato un +11,3% sui volumi e un +4,8% in valore. Gli aceti sono leggermentecresciuti sia in termini di volumi (+0,7%) sia di valore (+5,89%).
Anche nel 2012 l’export si è confermato fondamentale nel settore del vino, per il 52,7% del valore destinato all’Unione europea, mentre il 47,3% ai Paesi extra UE. Il settore acquaviti è stato concentrato per il 73,2% in ambito europeo, unitamente ai liquori che esportano il 67,9% in UE. In controtendenza gli aceti di cui il 48,7% dell’export è destinato al mercato europeo, mentre il 51,3% ai paesi extra UE.

L’internazionalizzazione
Per fronteggiare il costante decremento dei livelli di consumo registratosi anche nel 2012, il Presidente Gancia ha proposto un chiaro indirizzo: “Occorre adottare strategie condivise tra i diversi attori della filiera produttiva, al fine di creare accordi e intese che permettano di entrare in mercati dalle enormi potenzialità (come il Brasile) ma molto complessi. Una prima opportunità da sfruttare saranno sia i prossimi Campionati del Mondo di calcio che si giocheranno nel 2014 in Brasile ma, soprattutto, Expo 2015 a Milano, una vetrina che gli addetti ai lavori dovranno valorizzare compiutamente”.

“L’Esposizione Universale del 2015 è una straordinaria opportunità di rilancio per l’Italia”, ha affermato Diana Bracco, Presidente Expo 2015 spa e Commissario generale del Padiglione Italia. “Quello di Milano sarà il primo grande evento del dopo crisi, il suggello della ripartenza e della rinascita. Soprattutto nella difficile congiuntura attuale, l’Expo sarà un eccezionale volano anticiclico di sviluppo economico e occupazionale e un’occasione per promuovere la nostra immagine nel mondo e incrementare il nostro settore turistico. Il tema al centro dell’Expo, la nutrizione, è perfetto per il nostro Paese. Il cibo “made in Italy” costituisce infatti uno dei nostri punti di forza in tutto il mondo. L’Italia è un grande laboratorio che offre una tradizione alimentare importante e di qualità, una grande ricchezza in termini di biodiversità. L’eccellenza del nostro modello ha fatto in modo che l’Italia abbia oggi il più alto numero di prodotti Dop e Igp di tutta Europa. Il vino è naturalmente uno degli elementi centrali della nostra cultura e dell’identità italiana. Al vino, come pure agli spiriti e agli aceti sono legati prodotti, esportazioni, feste e tradizioni locali che fanno grande il nostro Paese e che troveranno una vetrina d’eccellenza nel Padiglione Italia. Il cibo, il vino e molti altri tesori sono elementi fondanti la nostra storia ed espressione massima di alcuni dei messaggi di Expo Milano 2015: l’universalità, l’inclusività e la convivialità”.
 


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