Federvini chiede la semplificazione legislativa e degli oneri fiscali

Dopo un 2014 di grandi incertezze in cui i consumi interni si sono contratti, il 2015 si è aperto con un trend positivo per vini, acquaviti, liquori, sciroppi e aceti. Perché il comparto possa consoli...

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Dopo un 2014 di grandi incertezze in cui i consumi interni si sono contratti, il 2015 si è aperto con un trend positivo per vini, acquaviti, liquori, sciroppi e aceti. Perché il comparto possa consolidare il risultato e puntare a un’ulteriore spinta, tuttavia – è l’appello di Federvini - è necessario vedere riconosciuta da parte delle Istituzioni una maggiore semplificazione legislativa prima di considerare nuovi obblighi normativi.

«Le nostre aziende - ha dichiarato il presidente Sandro Boscaini - si trovano quotidianamente davanti a un sistema amministrativo appesantito da un eccesso di burocrazia. Basti pensare all’enorme numero di comunicazioni preventive e successive alle operazioni di produzione; ai controlli per le DOP e le IGP e alla duplicità di registri e documenti, telematizzati e cartacei, obbligatori. Ancora oggi, inoltre, le comunicazioni verso le Regioni non sono armonizzate e questo comporta complicazioni per i sistemi software delle aziende che operano su aree territoriali differenti».

La situazione si complica maggiormente quando si fa riferimento ai provvedimenti fiscali e alle accise che hanno generato ingenti e inutili costi e oneri a carico delle aziende, costrette a far fronte all’aumento delle accise del 30% in soli quindici mesi e a dover adeguare di conseguenza le cauzioni obbligatorie.

I negoziati internazionali

E’ inoltre fondamentale – afferma Federvini - proseguire sulla strada di un supporto istituzionale all’internazionalizzazione del settore. Al momento sono infatti aperti diversi tavoli dove si confrontano i nuovi equilibri della politica commerciale internazionale. Il più importante è il negoziato con gli Stati Uniti - primo mercato extra UE di esportazione dei vini italiani - per la creazione di una più ampia area di libero scambio che possa influenzare i processi commerciali. «Il tema più delicato nell’ambito del negoziato con gli Stati Uniti - ha aggiunto Boscaini - riguarda la tutela delle indicazioni geografiche dove si assiste a una forte resistenza da parte degli americani nel riconoscere il sistema europeo delle indicazioni geografiche e il loro legame con il territorio. Dobbiamo trovare una modalità di intesa per continuare nella discussione dell’accordo».

E’ invece in attesa di ratifica da parte del Parlamento Europeo l’accordo tra Unione Europea e Canada, grazie al quale verranno eliminate le barriere tariffarie, e non, e la differente politica dei prezzi applicata ai vini domestici e a quelli importati.

A buon punto, infine, un importante negoziato con il Vietnam che potrebbe costituire la base di partenza per avvicinarsi ai mercati del Sud Est asiatico.

Un progetto educativo per gli operatori dell’horeca

Piena soddisfazione è invece stata espressa da Federvini in relazione all’approvazione da parte del Parlamento UE della “Risoluzione sulla Strategia europea alcol”, che intende essere un indirizzo politico per l’azione europea in materia, con evidenti impatti sui settori rappresentati dalla federazione. «Abbiamo lavorato molto su questo dossier - ha commentato Boscaini - in accordo con le Associazioni europee del Vino (CEEV) e degli Spirits (Spirits Europe), ed accogliamo con favore l’impianto complessivo del documento che mette bene in luce il distinguo fra gli abusi e il consumo. Il documento riconosce la compatibilità del bere responsabile con uno stile di vita sano, ricorda il ruolo positivo della EAHF (Alcohol & Health Forum), chiede maggiore impegno in particolare sull’educazione e la prevenzione e riafferma l’importanza dei contesti e dei modelli di consumo, aspetti da sempre presenti nelle proposte e nella cultura della Federazione».

A livello nazionale sono confermate le caratteristiche di positiva consapevolezza dei consumi nazionali, anche ricordati nella recente Relazione del Ministero della Salute al Parlamento. «Federvini si pone l’obiettivo di valorizzare numeri e dati positivi che spesso non si conoscono - afferma il Boscaini -. Vuole poi contribuire concretamente e direttamente alla promozione della cultura del bere consapevole e misurato con interventi informativi ed educativi. A tal proposito stiamo avviando un nuovo ed ambizioso progetto di educazione dedicato agli operatori addetti alla somministrazione delle bevande alcoliche».

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