Enoturismo: andamento positivo, ma è “indispensabile una cabina di regia”

L’enoturismo si conferma per l’Italia una risorsa economica e culturale con ampi margini di crescita. Per oltre l’80% del campione del XIII rapporto nazionale su Turismo del Vino - curato per conto di...

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L’enoturismo si conferma per l’Italia una risorsa economica e culturale con ampi margini di crescita.
Per oltre l’80% del campione del XIII rapporto nazionale su Turismo del Vino - curato per conto di Città del Vino dall’Università di Salerno con il coordinamento scientifico del professor Giuseppe Festa, direttore del corso Wine Business - il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto all’anno precedente. Gli arrivi in cantina e il valore dell’enoturismo sono cresciuti per il 40,22% dei Comuni e il 60,87% delle Strade Vino.
Questi in sintesi i risultati emersi dal XIII Osservatorio, ricerca condotta attraverso due distinti questionari online coinvolgendo un campione di 25 Strade del Vino italiane e 116 Città del Vino su un totale di 420.
Nel 2016 il XII Rapporto stimava in 14 milioni gli arrivi enoturistici alle strutture dei territori e un valore di 2,5 miliardi di euro.
Come sottolinea una nota stampa, le previsioni sono all’insegna del sorpasso dei risultati 2016 anche se la qualità delle infrastrutture è giudicata insufficiente da Comuni e Strade del Vino e anche se l’impiego di risorse e nuove tecnologie rimane modesto. Il 76% delle Strade, infatti, non ha una App per smartphone e il 4% neanche un sito internet, mentre in quasi la metà dei Comuni manca un ufficio dedicato.
Anche i rapporti tra istituzioni e operatori devono migliorare, poiché 1 Strada del Vino su 3 giudica ancora non propositivi e collaborativi i Comuni di riferimento, mentre gli stessi Comuni non hanno sotto controllo il numero di visite alla filiera enoturistica dei propri territori: solo il 4,17%, infatti, fa la raccolta dati.
Di contro il livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori, etc.) agli enoturisti è giudicato dai Comuni sufficiente/discreto (6,76 in media), con più del 30% che si spinge a riconoscere un voto pari a 8; il 44% delle Strade ha direttamente organizzato nel 2016 più di 3 eventi e le stesse Strade del Vino sono percepite dagli operatori enoturistici come un organismo importante sul territorio nell’84% dei casi. Rimane da migliorare però l’interazione tra gli operatori del settore, i Comuni e altri soggetti pubblici, giudicata insufficiente (5,48 nella media delle risposte delle Strade del Vino).
“Alla luce di questi risultati appare sempre più indispensabile istituire una cabina di regia a livello nazionale e almeno regionale per monitorare costantemente il fenomeno e stimolarne la crescita con adeguate politiche enoturistiche – ha commentato il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. C’è bisogno di norme che favoriscano lo sviluppo dei territori, il finanziamento di progetti enoturistici, nuove opportunità aperte dai PSR. Insomma, oggi più che mai il settore ha bisogno d’investimenti perché può creare tanta occupazione”.

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