Economia. Contanti e carte di credito...

Il nuovo governo ha imposto il limite di 1.000€ ai pagamenti in contanti.Non crediamo sia sufficiente a risolvere l’annoso problema dell’evasione fiscale e siamo certi che questa imposizione graverà,...

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Il nuovo governo ha imposto il limite di 1.000€ ai pagamenti in contanti.
Non crediamo sia sufficiente a risolvere l’annoso problema dell’evasione fiscale e siamo certi che questa imposizione graverà, in grandissima parte, sulle spalle degli esercizi pubblici e non avrà alcun impatto sui famigerati “grandi evasori”.
L’obbligo di rinunciare al pagamento in contanti costringerà i consumatori, i clienti, a servirsi delle carte di pagamento e gli esercenti ad aumentare l’utilizzo dei POS (Point of Sale).
Banca d’Italia, in uno studio del 2010, ha evidenziato come il paese sia già abituato ad utilizzare la moneta elettronica (circa il 50% delle transazioni avviene tramite carte di credito/debito) e come tale modalità sia ormai sicura per il consumatore e per l’esercente (il tasso di frodi è solamente dello 0,046%).
Se aggiungiamo il fatto che avere in cassa meno contante riduce il rischio di furti ed effrazioni, apparentemente dovremmo accogliere festanti questa imposizione da parte del nostro legislatore.
Purtroppo non è sempre così.
I POS sono dei servizi offerti dal nostro sistema bancario e, come tutti noi sappiamo, un servizio offerto da una società per azioni che ha come obiettivo quello di generare utili non è mai gratuito. I canoni e i costi fissi per attivazione e manutenzione in genere non sono una voce particolarmente gravosa.
Discordo completamente diverso per quanto riguarda le commissioni sul transato che arrivano addirittura a superare il 2% per i pagamenti con carte di credito e lo 0.5% per quelli con i bancomat.

Le scelte del Governo
Su chi ricadono queste commissioni? In toto sulle spalle dell’esercente che non poteva prima aumentare il listino prezzi e men che meno può farlo ora, in questo momento di crisi e contrazione dei margini di guadagno, con i consumatori che hanno i mezzi e il desiderio di confrontare le offerte, spesso sottovalutando la qualità del servizio.
A questo punto il Governo dovrebbe prendere coscienza dell’impatto che la lotta all’evasione avrà su chi invece non ha mai evaso il fisco e continua a non farlo.
Come? Prestando attenzione all’offerta dei POS, calmierando i prezzi ove possibile ed estendendo il raggio d’azione del decreto liberalizzazioni. Potenzialmente la lotta all’evasione, se verrà sottovalutato il problema delle commissioni bancarie relative ai POS, darà il colpo di grazia al già fragile e tartassato settore dei pubblici esercizi.
Se invece Monti si dimostrerà un “buon padre di famiglia” siamo certi che il nostro settore ancora una volta dimostrerà che un’Italia onesta e propositiva c’è e non va mai data per scontata.

Se avete domande, vi invito
a contattarmi alla mail:
giuseppe.caruena@yahoo.it

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