Diritti d'autore, la Fipe alla Camera: "Più musica nei locali"

Si è svolta martedì alla Camera dei deputati l’audizione presso la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione relativa allo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/26/UE s...

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Si è svolta martedì alla Camera dei deputati l’audizione presso la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione relativa allo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi, alla quale la Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi ha partecipato in qualità di rappresentante degli operatori del settore.

“Riguardo allo schema di Decreto Legislativo in oggetto, si apprezza innanzitutto l’impegno e lo sforzo con cui il Governo sta cercando di mettere ordine e dare maggior trasparenza in un settore, come quello della gestione collettiva dei diritti d’autore, che negli ultimi anni ha subito molteplici innovazioni dal punto di vista tecnologico e notevoli pressioni a livello europeo e nazionale”, ha detto Aldo Mario Cursano, vicepresidente Fipe, presente in Commissione in qualità di rappresentante della Federazione.

Pur apprezzando l’impegno e lo sforzo del Governo la delegazione Fipe ha espresso forte preoccupazione per la norma contenuta nell’art. 23 del testo in analisi. Essa, infatti, pone a carico dell’utilizzatore l’obbligo di inviare periodicamente agli organismi di gestione collettiva l’elenco delle opere protette utilizzate, corredate delle informazioni necessarie alla loro identificazione e corretta distribuzione dei relativi corrispettivi ai titolari dei diritti (titolo dell’opera, anno di produzione, denominazione del produttore, ecc.).

Fipe precisa inoltre che all’interno dello schema di Decreto Legislativo non è presente una definizione di “utilizzatore”, pertanto è da ritenere – sulla base del testo proposto – che tutti coloro che si trovano nella situazione di diffondere in pubblico materiali protetti siano da considerare utilizzatori alla stessa stregua, dalle emittenti radio e tv ai singoli bar che diffondono musica all’interno dei locali.

“È impensabile che il titolare di un bar abbia la disponibilità dei dati delle opere musicali utilizzate nel proprio locale alla stregua di radio e tv che hanno palinsesti studiati e programmati”, precisa Cursano, “A tal proposito Fipe ritiene necessario l’inserimento all’interno del Decreto Legislativo di una distinzione tra le varie tipologie di utilizzatori, al fine di evitare adempimenti sproporzionati a carico delle imprese rappresentate con il rischio delle relative pesanti sanzioni che vanno da 20.000 a 100.000 euro”.

Fipe ha poi espresso il proprio apprezzamento per il mantenimento nel settore di un interlocutore unico per gli utilizzatori e le loro associazioni di categoria, che renda più agevole la definizione e la gestione degli accordi finalizzati a disciplinare termini e condizioni di utilizzo in pubblico delle opere musicali.

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