Consumo birra: numeri in fermento

Inversione di rotta per la birra. Dalle pagine di Mixer, lo scorso anno avevamo dato conto della contrazione dei consumi brassicoli, penalizzati soprattutto dalla sofferenza del servizio completo, il...

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Inversione di rotta per la birra. Dalle pagine di Mixer, lo scorso anno avevamo dato conto della contrazione dei consumi brassicoli, penalizzati soprattutto dalla sofferenza del servizio completo, il canale cioè che rappresenta la ristorazione tradizionale. Già allora, però, la battuta d’arresto sembrava rappresentare un fatto più contingente che strutturale. E così è stato. A confermarlo sono le rilevazioni effettuate da NPD nel periodo compreso tra ottobre 2017 e settembre 2018. «I consumi di birra – spiega Matteo Figura, responsabile Foodservice NPD in Italia – sono stati protagonisti di una energica accelerazione: hanno messo a segno una progressione del 6% rispetto all’omologo periodo precedente, passando da 745 a 800 milioni di serving».

LE RAGIONI DELLA SVOLTA
A determinare l’ottimo risultato, due fattori principali. Il primo: la generale ripresa del mercato. «I consumi brassicoli – osserva Figura – hanno beneficiato di un contesto positivo, in cui si è registrato un consistente aumento delle visite. Aumento che si è peraltro concentrato soprattutto nella fascia serale, con sensibili vantaggi per il canale del leisure (quello cioè dei locali notturni e dell’intrattenimento) e quello delle pizzerie, ovvero i canali dove la birra recita, per sua naturale vocazione, un ruolo di maggiore rilevanza». Il secondo elemento rimanda invece alla propensione verso il consumo specifico di questa bevanda. «Bionde e brune – rileva Figura – hanno mostrato una ritrovata capacità attrattiva: le visite durante le quali si gusta un boccale o una lattina sono cresciute di 0,3 punti percentuali, passando dal 7,1% al 7,4%. E la tendenza diventa ancora più robusta se si analizza il solo servizio completo, dove l’incremento è più che doppio. In questo caso, infatti, i dati parlano di uno scarto positivo di 0,8 punti percentuali, grazie al quale le visite legate al consumo di birra sono arrivate a rappresentare il 23,3% delle consumazioni».


PREVISIONI INTERLOCUTORIE 
Consolidare il trend positivo che ha scandito la più recente stagione dei consumi brassicoli non si preannuncia, tuttavia, cosa scontata. Sarà infatti necessario mantenere alta la frequenza delle uscite, consolidando quel cambiamento delle abitudini di consumo che sembra aver rappresentato uno spartiacque tra la fase più buia della crisi e le prime avvisaglie di ripresa. «Durante gli scorsi anni – commenta Figura – la necessità di stringere i cordoni della borsa aveva portato a limitare le visite fuori casa, preferendo quelle a più alto tasso esperienziale. Ora, l’aumentata disponibilità di spesa ha permesso di ampliare il numero di uscite, nelle quali però lo scontrino medio tende a rimanere piuttosto contenuto a tutto vantaggio proprio di categorie come la birra. Se questa prassi troverà conferma anche nel prossimo futuro, è dunque ragionevole attendersi una replica delle performance fin qui ottenute. Certo, va anche detto che in uno scenario macroeconomico incerto come quello attuale, è difficile fare previsioni: le variabili da considerare sono molte e potrebbero modificare, anche radicalmente, la strada intrapresa».

L’ARTIGIANALE CORRE A DOPPIA CIFRA
La birra artigianale macina tassi di crescita quasi doppi rispetto al comparto di riferimento: tra ottobre 2017 e settembre 2018 ha registrato un balzo del +11%. A dare carburante alla progressione è soprattutto il pubblico di età più adulta, che pesa per il 28% nei consumi contro il 16% registrato dalla birra industriale.

IL VALORE DEL WEEK END
I consumi brassicoli hanno registrato un’accelerazione soprattutto durante il fine settimana, arrivato a rappresentare il 38% del totale consumazioni. Un valore registrato peraltro sia dalla birra artigianale sia da quella industriale.

CENA E DOPO-CENA SPINGONO I CONSUMI
Le consumazioni di birra hanno goduto delle buone performance messe a segno da cena e dopo cena, ovvero dalle fasce orarie che hanno dato un maggior contributo alla crescita del mercato dei consumi fuori casa.

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