Commissione UE indagherà su Disneyland per discriminazione

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Cosa si intenda per Europa Unita diventa sempre più una questione di punti di vista. Anche nel turismo, anche per un parco divertimenti come Disneyland Paris. E di queste ore infatti l’ennesima “rivelazione” sulla disparità di trattamento riservato ai vari mercati europei da parte del parco giochi parigino, che segue quelle di pochi mesi fa che coinvolgevano anche i clienti italiani.
Per un francese che infatti paga circa mille euro per un pacchetto premium, un inglese pagherebbe almeno il 50% in più mentre un tedesco è costretto a sborsare più del doppio. Una pratica denunciata attraverso numerose segnalazioni pervenute alla Commissione UE, soprattutto da tedeschi e inglesi ed ora l’autorità europea dovrà verificare se effettivamente si può parlare di discriminazione secondo la provenienza dei visitatori. Si tratterebbe, nel caso, di una violazione della direttiva europea sui servizi che consente ai consumatori di acquistare al miglior prezzo servizi o prodotti in stati membri Ue anche diversi da quello in cui risiedono. Oltre all’applicazione di prezzi differenziati rispetto ai paesi di residenza, la discriminazione denunciata avverrebbe anche attraverso la ri-direzione verso i siti online nazionali che offrono prezzi più alti e l’impossibilità di concludere la transazione con acquirenti di altri paesi.
L’apertura di una inchiesta nei confronti del parco giochi più grande d’Europa è stata annunciata dal commissario al Mercato interno, la polacca Elzbieta Bienkowska: “E’ tempo di andare fino in fondo – ha avvertito Bienkowska, secondo quanto riportato dal quotidiano inglese Financial Times – e sono interessata ad avere risposte e spiegazioni perché stento a vedere quale giustificazione possa esserci per queste pratiche”.
Da Eurodisney precisano invece che i prezzi all’ingresso del parco giochi sono gli stessi per tutti, e che a variare da Paese a Pase sono soltanto alcune promozioni stagionali.

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