Come riaprire anche in zona rossa: le linee guida delle Regioni

Le ragioni scalpitano e stilano le proprie linee guida in attesa di un imprimatur da parte di Governo e Cts. L’obiettivo è quello di riaprire presto e tutto: bar, ristoranti, attività culturali, sport...

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Le ragioni scalpitano e stilano le proprie linee guida in attesa di un imprimatur da parte di Governo e Cts. L’obiettivo è quello di riaprire presto e tutto: bar, ristoranti, attività culturali, sportive e ricreative.

La Conferenza delle Regioni ha aggiornato le linee guida per la riapertura di alcune attività in condizioni di sicurezza e nel rispetto dei protocolli di prevenzione. Come spiega Massimilano Fedriga,  presidente della Conferenza delle Regioni  “si tratta di proposte elaborate dai Dipartimenti di prevenzione delle Regioni su cui chiederemo il parere del CTS che ci auguriamo arrivi il prima possibile, per permettere, in modo progressivo e ferma restando l’applicazione del principio di massima cautela in termini di contenimento della diffusione del Covid-19, al Paese di imboccare la strada del ritorno alla normalità.”

Come è noto, lo scenario nazionale è piuttosto variegato e caratterizzato da una parte dalla posizione degli “aperturisti”, che chiedono di vedere qualche spiraglio già a fine aprile, e dall’altra dai “rigoristi”, che preferiscono valutare l’andamento dei contagi.

Salda la posizione del premier Draghi che vuole procedere con cautela, convinto però che - una volta autorizzate le aperture - in dietro non si deve tornare: il processo sarà irreversibile.

Per quanto attiene a bar e ristoranti – si legge nella bozza stilata dalle Regioni – “le misure suggerite, se rispettate, possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo, che della cena. Inoltre, possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio (leggi zona rossa, ndr) purché integrate con strategie di screening/testing, anche in autosomministrazione”.

Pubblici esercizi

Oltre alle misure di igiene entrate ormai nell’uso quotidiano come la disinfezione delle mani, la possibilità di rilevare la temperatura all’ingresso, e quelle di privilegiare le prenotazioni (conservandone per 14 giorni l’elenco), le regole proposte prevedono di disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (sale a 2 metri in zona rossa) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors). Ovviamente le soluzioni all’aperto vanno sempre privilegiate, mentre negli ambienti al chiuso è obbligatoria l’aereazione dei locali, tenendo aperte porte o finestre.

Negli esercizi che non dispongono di servizio al tavolo l’ingresso dei clienti dovrà essere contingentato in base alla capienza del locale in modo da rispettare sempre la distanza minima di 1 metro (estendibile fino a 2 metri in zona rossa).

Sarà obbligatorio per i clienti indossare la mascherina quando non saranno seduti ai tavoli. Sarà modalità privilegiata la consultazione di un menù online, ove assente verrà consigliato di plastificarlo per facilitarne la disinfezione.

Sì alla modalità a buffet ma tramite somministrazione da parte di personale incaricato, che ovviamente deve essere munito di mascherina e deve provvedere di frequente all’igienizzazione delle mani. La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose.

Per gli impianti di condizionamento, ove tecnicamente possibile, va escluso il ricircolo o in alternativa ne deve essere aumentata la capacità filtrante. Mentre nei servizi igienici l’estrattore d’aria deve essere sempre in funzione.

Sì alle attività ludiche come il gioco delle carte, ma mantenendo sempre la mascherina, la distanza di sicurezza e provvedendo di frequente all’igienizzazione delle mani. Quanto alle carte, devono essere sostituite di frequente.

Sport e spettacoli

Quanto alle palestre, via libera all’uso degli spogliatoi e delle docce, ma senza uso promiscuo degli armadietti e mantenendo separati i propri effetti personali.

Durante l’attività fisica va mantenuta la distanza di due metri, mentre per gli spettatori è sufficiente un distanziamento di 1 metro.

L’elenco degli avventori va conservato per 14 giorni e all’ingresso della struttura potrà essere rilevata la temperatura.

In piscina la densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Per le aree solarium e verdi, assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 mq per ogni ombrellone; tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 m.

Nei cinema e nei teatri i posti a sedere dovranno essere distanziati di almeno 1 metro sia frontalmente che lateralmente, di almeno 1 metro con l’obbligo di utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie, o, in alternativa, di almeno 2 metri con la facoltà di non indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie finché si rimane seduti al proprio posto.

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