Citadelle 0.0: la Maison Ferrand entra nel segmento dei distillati analcolici

Il distillato analcolico è diventato un territorio che sempre più brand spirits sentono il bisogno di presidiare. Arriva ora Citadelle 0.0, e la notizia non è tanto l'esistenza del prodotto quanto il...

Condividi l'articolo

Il distillato analcolico è diventato un territorio che sempre più brand spirits sentono il bisogno di presidiare. Arriva ora Citadelle 0.0, e la notizia non è tanto l'esistenza del prodotto quanto il modo in cui Maison Ferrand ha scelto di costruirlo e la domanda che inevitabilmente rilancia: stiamo assistendo a un cambiamento reale nel modo in cui le persone scelgono cosa bere, o stiamo ancora inseguendo una tendenza che esiste soprattutto nelle slide dei convegni? I dati di vendita raccontano storie diverse a seconda dei mercati, e molti operatori, bartender inclusi, riferiscono che la domanda concreta nei loro locali rimane marginale rispetto a quanto suggerirebbe il clamore mediatico. Eppure, alcune maison storiche hanno deciso di investire con decisione in questa categoria. Maison Ferrand, casa francese dietro a uno dei gin più riconoscibili del mercato, distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi, ha dedicato quattro anni di ricerca e sviluppo a questa referenza: un impegno difficilmente compatibile con un semplice esercizio di posizionamento. Piuttosto, il segnale è che una parte dell’industria ritiene il no-alcohol un segmento destinato a consolidarsi, anche se la sua reale dimensione resta ancora oggetto di valutazione.

La scelta dell'idrodistillazione per ottenere Citadelle 0.0

La particolarità tecnica di Citadelle 0.0 è la scelta dell'idrodistillazione, tecnica mutuata dalla profumeria francese, invece della più diffusa dealcolazione. Le differenze non sono banali: la dealcolazione parte da un prodotto alcolico da cui si rimuove l'etanolo; l'idrodistillazione estrae direttamente gli aromi dalle botaniche usando acqua, senza che l'alcol entri mai nel processo. Il prodotto incorpora le stesse 19 botaniche della ricetta originale Citadelle, integrate con estratti naturali per compensare la mancanza della struttura sensoriale che l'alcol garantisce in un distillato classico. Il profilo dichiarato è secco, con note di ginepro, agrumi, spezie e una componente pepata. Niente zuccheri aggiunti, vegan, gluten free.
Che il fenomeno no-alcohol sia una bolla o meno, i bar che si trovano a dover rispondere a questa domanda, anche solo occasionalmente, hanno bisogno di strumenti adeguati.

Vale la pena tenere nella bottigliera una referenza analcolica premium? 

Un distillato analcolico non si spiega con le stesse parole di un gin, non ha la stessa struttura in bocca, non si comporta ugualmente nei cocktail. Un Negroni o un Martini costruiti con un distillato analcolico sono categoricamente diversi, non necessariamente peggiori, ma diversi. Presentarli come equivalenti alcolici "senza alcol" è una semplificazione che genera aspettative sbagliate.

La sfida per il bartender diventa allora prima educativa che tecnica: capire come funziona il prodotto, testarne il comportamento con diverse toniche, costruire un racconto onesto verso il cliente. Per i gestori, la questione è più pragmatica: ha senso tenere nella bottigliera una referenza analcolica premium? La risposta dipende dal profilo del locale e dalla clientela, non da una tendenza universale che potrebbe essere meno diffusa di quanto raccontato.

Sea Signora: sei nuovi drink raccontano i primi sei mesi di attività

25 marzo 2026 | Redazione

A sei mesi dall’apertura ufficiale si è voluto riassumere questo primo periodo di attività in… cocktail. Sea Signora, il ristorante di pesce inaugurato lo scorso settembre a Milano in Via Fiori Chiari...

17 agosto - 22 agosto 09:30 - 17:30 | Verona , Evento diffuso

ll passaporto mondiale del caffè fa tappa a Verona: al via il corso d'élite Q Grader

05 giugno 2026 | Redazione

Arriva a Verona, dal 17 al 22 agosto, la sessione d'esame e formazione Q Grader, l'ambita certificazione internazionale che opera come un vero e proprio "passaporto professionale" per chiunque lavori nella filiera del caffè di alta qualità.

Notizie correlate

Ron Matusalem, la ricerca sul legno e il colore che non t’aspetti

03 giugno 2026 | Maurizio Maestrelli

Abbiamo incontrato a Milano Cynthia Vargas, master blender di Ron Matusalem, per assaggiare le novità dell’azienda dominicana distribuita in Italia da Disaronno Group. Enigma, blend declinato in botti di rovere francese e in botti di rovere americano, e Insolito, rum dal colore rosato che non ci si aspetta.

Volare Global Cocktail Challenge 2026, iscrizioni aperte fino al 10 giugno

03 giugno 2026 | Redazione

Manca poco alla chiusura delle iscrizioni per la selezione Italiana della Volare Global Cocktail Challenge 2026

Almudena Castro Rayo vince la Finale Global di The Vero Bartender 2026

28 maggio 2026 | Redazione

Arriva dalla Spagna e si chiama Almudena Castro Rayo la vincitrice della finale Global di The Vero Bartender 2026

Riedel, debutta la nuova linea "Bar Rituals"

27 maggio 2026 | Redazione

Una nuova linea di bicchieri specifici pensata per i rituali del bere contemporaneo. Riedel, marchio di fama mondiale nel settore dei calici specifici per tipologia di vino, amplia la propria ricerca nel design del vetro e presenta "Bar Rituals"

Mixology: dall'incontro tra Absolut Vodka e salsa Tabasco nasce Absolut Tabasco

27 maggio 2026 | Redazione

Absolut Vodka presenta Absolut Tabasco, un progetto che nasce dall’incontro tra la purezza della vodka svedese e il carattere inconfondibile della salsa Tabasco.

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 386 - Maggio 2026
05 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati