Case, lidi balneari, pubblici esercizi spazzati via in Sardegna, Sicilia jonica e Calabria a causa del ciclone Harry, che al sud ha fatto almeno 1,2 miliardi di danni e per cui il Consiglio dei ministri ha varato ufficialmente lo stato di emergenza nazionale, che può durare 12 mesi ed è prorogabile per altrettanti 12 mesi. «Per le prime emergenze sono stati stanziati 100 milioni per le tre regioni - ha dichiarato uscendo da Palazzo Chigi dopo la riunione del Cdm il ministro per la Protezione Civile e le politiche del mare Nello Musumeci -. Poi cercheremo di capire quanti centinaia di milioni serviranno e man mano che avremo registrato l'avanzamento dei lavori erogheremo le risorse».
Alla riunione a Palazzo Chigi hanno partecipato i governatori delle tre Regioni, Roberto Occhiuto, Renato Schifani e Alessandra Todde, invitati dal governo. Quanto alle stime del danno complessivo, Musumeci ha chiarito: «Le hanno fatte i presidenti di Regione ma non sono attendibili, perché si tratta di valutazioni necessariamente approssimative, come gli stessi governatori hanno ammesso». Per la Calabria, ad esempio, il presidente Roberto Occhiuto ha parlato di una stima di circa 300 milioni, e figura anche la possibilità di sospendere i mutui per i Comuni maggiormente colpiti, si legge sul Corriere della Calabria.
LA MANCATA ASSICURAZIONE
Intanto, però, in queste ore si dibatte sulla mancata copertura delle assicurazioni obbligatorie per i danni provocati dal ciclone («la botta emotiva è enorme, perché è quella che arriva prima di tutto. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e ricominciare», ha dichiarato Domenico Dragone dello storico Lido Faro Blu in Calabria, solo uno degli imprenditori colpiti dal ciclone), che non risultano tutelati nelle polizze contro gli eventi catastrofali che le imprese italiane sono obbligate a sottoscrivere dallo scorso 1° gennaio (qui il link alla raccolta fondi di Lido faro Blu).
«Non è la prima volta che ci ritroviamo in una situazione del genere, ma quello che si è abbattuto questa volta ci ha travolti vista la violenza del fenomeno - ci ha raccontato il presidente di Fipe Sud Sardegna Emanuele Frongia -. Quello assicurativo è un problema enorme per il privato. Questo dovrebbe essere un momento di preparazione alla stagione estiva, invece è tutto fermo. Il governo sta rispondendo con supporto, ma dobbiamo iniziare a fare ragionamenti che vadano oltre le soluzioni dei problemi».