Cibo e sostenibilità. Nasce il Protocollo di Milano dal BCFN

Il Protocollo di Milano, lanciato da Barilla Center for Food and Nutrition, in occasione del quinto forum internazionale chiuso ieri a Milano, si pone tra obiettivi fon dentali: lotta allo spreco alim...

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Il Protocollo di Milano, lanciato da Barilla Center for Food and Nutrition, in occasione del quinto forum internazionale chiuso ieri a Milano, si pone tra obiettivi fon dentali: lotta allo spreco alimentare, riforma agraria e lotta alla speculazione finanziaria, educazione alimentare.

«Il grande sogno di questo quinto forum è di poter lanciare il primo seme per far nascere quell’accordo globale su cibo e nutrizione», afferma Guido Barilla, Presidente del Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN). «Ispirandoci all’esempio del Protocollo di Kyoto, lanciato nel 1997 da gente illuminata per salvaguardare l’ambiente, abbiamo un’occasione per entrare nella storia prendendo degli impegni chiari con il mondo in un nuovo Protocollo, quello di Milano sul cibo».

Il quinto forum BCFN ha intesoi porre le basi per un futuro sostenibile in cui le persone e il pianeta vivano in armonia, partendo dalle considerazioni sui tre ptincipali paradossi del cibo

- Accesso ed eccesso di cibo. Di fronte a quasi un miliardo di persone che non ha accesso al cibo, un numero equivalente di persone mangia troppo e (spesso) male, aumentando il rischio di diabete, tumore e patologie cardiovascolari.

- Nutrire le persone,  gli animali e le auto. Un terzo della produzione di cibo nel mondo è destinato all'alimentazione del bestiame. Inoltre, una quota crescente dei terreni agricoli è dedicata alla produzione di biocarburante. Stiamo scegliendo di alimentare le auto al posto delle persone e continuiamo a utilizzare ettari di terreno fertile per l'alimentazione animale, con un forte impatto sul nostro Pianeta.

- Spreco alimentare. Ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora commestibile sono sprecate: una quantità che rappresenta un terzo della produzione alimentare globale e sarebbe sufficiente a nutrire le 868 milioni di persone malnutrite nel mondo.

Per questi motivi il Protocollo di Milano individua tre obiettivi e costituisce un impegno ad agire per un cambiamento sostenibile: ai partecipanti del Forum, alle Istituzioni, ai Leader internazionali, ai Paesi che prenderanno parte a Expo2015, il BCFN chiede di collaborare, per la prima volta uniti, al fine di attuare politiche mirate alla risoluzione dei paradossi che affliggono le Persone e il Pianeta.

1-     Lotta allo spreco alimentare: ridurre del 50% lo spreco alimentare entro il 2020, tramite campagne mirate ad accrescere la consapevolezza del fenomeno e accordi di lungo termine sulle filiere agricole volti a migliorare la pianificazione alimentare. Per ridurre lo spreco sarà importante seguire una gerarchia di priorità precisa, che parte dalla prevenzione, per passare al riutilizzo del cibo per il consumo umano, per gli animali e infine per produrre energia.

2-     Riforme agrarie e lotta alla speculazione finanziaria: è necessario llimitare al 5% dei target nazionali sulle energie rinnovabili l'utilizzo di biocarburanti a base alimentare. Le Parti dovranno promuovere riforme agrarie mirate a bilanciare la proporzione tra terreni dedicati a biocarburanti e per l'alimentazione del bestiame e quelli per l'alimentazione umana. Allo stesso tempo, occorre combattere la speculazione finanziarie sui beni alimentari, che negli ultimi anni ha portato a forti aumenti di prezzo nei prodotti di prima necessità come il pane, alimentando tensioni sociali e guerre nel mondo.

3-     Educazione alimentare e a stili di vita sani, ovvero la lotta all'obesità attraverso l'educazione alimentare e la promozione di stili di vita sani.  È prioritario promuovere l'educazione al cibo e all'attività fisica, a partire dalle scuole, seguendo l'esempio di Michelle Obama negli Stati Uniti, oltre a favorire una condivisione delle ricerche scientifiche sulla nutrizione. Andrebbero anche promosse le iniziative pubblico-private per colmare il deficit di conoscenza nella relazione tra dieta alimentare e salute.

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