Caldo record: boom dei consumi di frutta ma vino a rischio

Il caldo record di quest'anno rischia di avere ripercussioni negative sul vino europeo a causa non dei vitigni, ma della ridotta produttività di chi lavora nelle vigne: se le temperature sono troppo a...

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Il caldo record di quest'anno rischia di avere ripercussioni negative sul vino europeo a causa non dei vitigni, ma della ridotta produttività di chi lavora nelle vigne: se le temperature sono troppo alte, infatti, il calo di produttività dei lavoratori può arrivare anche fino al 27%. E' il dato che emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Temperature dal gruppo coordinato da Andreas Flouris dell'università greca di Thessaly.

I ricercatori hanno studiato gli effetti delle alte temperature sulla produttività di sette lavoratori impegnati nella raccolta delle uve a Cipro, dove spesso si lavora anche con temperature di 36 gradi. Il risultato? Temperature elevate sono correlate a una perdita significativa di produttività che può arrivare appunto fino al 27%. Il problema principale è legato agli effetti del caldo sulla salute del lavoratore, soprattutto su metabolismo, pressione del sangue e sistema cardiovascolare in generale, problemi che si traducono in un calo della produttività di chi lavora nella vigna. Inoltre, quando le temperature sono troppo alte si tende a lavorare di meno, fino al 15% in meno rispetto alla norma, a causa di pause irregolari e non pianificate.

In compenso, lo stesso caldo spinge i consumi di frutta verdura a livelli record per il nuovo millennio, con una crescita quest'anno del 9,6%. Lo sottolinea la Coldiretti, notando che gli acquisti non sono mai stati così elevati da almeno 17 anni sulla base dei dati Nielsen relativi ai primi quattro mesi del 2017. Nel dettaglio, ad aumentare - fa sapere la Coldiretti - sono i consumi di frutta secca (+11,9%), quelli di verdura (+11,9%) e quelli di frutta (+7,1%) per la tendenza a stili di vita più salutari ma anche per il clima bollente che fa aumentare la domanda di cibi dissetanti.

Il caldo cambia i consumi alimentari degli italiani: si afferma la moda degli smoothies, frullati e centrifugati di frutta e verdura (consumati al bar, in spiaggia o anche a casa) che - precisa la Coldiretti - soddisfa molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l'apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all'azione dei radicali liberi prodotti nell'organismo dall'esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile. Antiossidanti "naturali" sono le vitamine A, C ed E che sono contenute in abbondanza in frutta e verdura fresca. Con il caldo tuttavia - sottolinea la Coldiretti - un frutto su quattro rischia di essere sprecato perché si verificano anche maggiori problemi nella conservazione con perdite di prodotto fino al 25%, tra produzione, commercio e consumo, dovute all'eccessiva maturazione.

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