Il dibattito sulla riforma del lavoro non può non tener conto di cosa sia avvenuto in Italia negli ultimi anni proprio in termini di occupazione sia con riferimento alla diversa scala dimensionale delle imprese che ai diversi settori produttivi.
Esiste, infatti, un primo problema che prescinde dalla qualità del lavoro mentre ha a che vedere con la capacità della nostra economia di incrementare lo stock di occupazione.
Proprio in questi giorni le statistiche sul lavoro, riferite al complesso del sistema produttivo e non soltanto alle grandi imprese, ci dicono che a gennaio 2012 abbiamo raggiunto il picco massimo della disoccupazione con un tasso del 9,2%.