Bonomi sì dal cda del Med: ma si prepara allo scontro

Andrea Bonomi incassa un primo sì dl Cda di Club Med per la sua offerta ma… con riserve. Insomma un modo di dire, alla francese, che l’offerta va bene, soprattutto per i soci visto che è migliorativa...

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Andrea Bonomi incassa un primo sì dl Cda di Club Med per la sua offerta ma… con riserve. Insomma un modo di dire, alla francese, che l’offerta va bene, soprattutto per i soci visto che è migliorativa rispetto a quella precedente fatta dalla cinese Fosun e dal fondo francese Ardian, di ben il 22%, ma che, forse, non va bene per la società. Preparando così il terreno per un rialzo franco-cinese.
Ma Bonomi si domostra sicuro di sé e afferma ''l'offerta segue il suo corso, siamo impazienti di poter lanciare le operazioni per aprire agli azionisti la possibilità di approfittare della nostra offerta''. Offerta che dovrebbe essere in pista il 7 agosto per concludersi a metà settembre. Quando si sarà già riunita la Amf, la Consob francese, in calendario il 2 settembre prossimo, per decidere di una eventuale contro-opa, visto anche che in una nota il cda del Med, spalleggiata dagli advisor di Roland Berger, sottolinea che l’offerta di Global Resorts di Bonomi “presenta dei dubbi sulla capacità di eseguire la strategia descritta”, e ciò potrebbe''portare a rischi se la sua realizzazione venisse ad alterare il modello e le fondamenta che costituiscono la specificità del Club Mediterranée''. Il Cda ha poi riportato le ''osservazioni del Comitato d'Impresa'' e le ''riserve espresse dai quadri della società (comitato di direzione più 70 degli 82 membri del Comitato di Leadership) i quali considerano l'offerta di Global Resort una vera rottura che potrebbe dare una battuta d'arresto probabilmente fatale alla dinamica in corso, mirata a permettere all'azienda di migliorare i propri risultati''.
Il tutto dopo che l’ad del Med, Henri Giscard d'Estaing, che non ha partecipato al voto essendo anche azionista, aveva rincarato: ''il progetto di Gallion, che unisce Ardian e Fosun, si basa su uno stretto equilibrio, una parità tra un azionista francese e un azionista cinese e grazie alla partecipazione del management e di circa 400 dipendenti del Club Med, la maggioranza francese nel capitale è garantita''.
La crociata del Med in mani (cino) francesi si accende, e sotto traccia proprio il socio cinese del Med rilancia sul mercato, portandosi oltre la soglia del 10%, del capitale, raggiungendo la Bi-Invest di Bonomi. L'investitore di Hong Kong, grazie alla conversione di obbligazioni è infatto salito fino al 10,44% del capitale del Med con il 17,7% dei diritti di voto, mentre la società di Bonimi con il 10,49% ha il 9,39% dei diritti di voto. Una prima mossa del Drago. In attesa di quello che dirà la Società di controllo del mercato francese che si troverà a esprimersi su una delle società dell’orgoglio transalpino. Intanto i fatti sono che Bonomi ha offerto 21 euro ad azione contro i 17,5 della cordata cino-francese. E che, grazie a questa proposta, il titolo alal Borsa di Parigi continua a correre.

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