Birre low e no alcohol: cresce l’interesse dei consumatori secondo Unionbirrai

Unionbirrai ha evidenziato una crescente attenzione verso le birre low e no alcohol, segmento che sta guadagnando visibilità anche all’interno del movimento craft.

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Come riporta Beverfood, durante il Beer&Food Attraction di Rimini, Unionbirrai ha evidenziato una crescente attenzione verso le birre low e no alcohol, segmento che sta guadagnando visibilità anche all’interno del movimento craft. Il tema è stato al centro del Beer Craft Forum 2026, dove è emerso come la domanda di prodotti a bassa gradazione sia in aumento, spinta da consumatori più attenti al benessere e alla moderazione. L’evoluzione delle tecniche produttive consente oggi di ottenere profili aromatici più complessi rispetto al passato, rendendo la categoria più competitiva anche nei contesti specialty. Il dato è rilevante per il fuori casa perché segnala un ampliamento delle occasioni di consumo, in particolare durante pranzo, aperitivo e momenti sociali non serali. Il punto non è solo intercettare chi non consuma alcol, ma offrire alternative coerenti con un’esperienza di qualità. Per i locali significa poter integrare referenze low e no alcohol senza ridurre valore percepito e marginalità, ampliando la proposta beverage in linea con stili di vita più equilibrati e con una crescente domanda di moderazione consapevole.

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