Il settore birrario italiano può vantare numeri di tutto rilievo: quasi 13 milioni di ettolitri di birra prodotti nel 2010, poco meno di 2 milioni di ettolitri di birra esportati, 144 mila posti di lavoro, 1 miliardo di euro spesi per l’acquisto di beni e servizi, 4 miliardi di euro di entrate per le finanze dello Stato.
LA PRODUZIONE
Gli impianti ubicati sul territorio nazionale hanno prodotto complessivamente 12.814.000 ettolitri di birra, di cui 1.869.000 esportati, a fronte di consumi interni pari a 17.249.000 ettolitri, corrispondenti a 28,6 litri pro capite. In valori percentuali, la produzione nazionale (totale meno export) ha soddisfatto il 63,5% del fabbisogno interno, con il restante 36,5%, pari a 6.304.000 ettolitri, importato.
IL RUOLO DEL SETTORE
Il settore birrario italiano, rappresentato da AssoBirra - l’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto – ha un ruolo importantissimo nell’economia italiana.
L’occupazione complessiva si attesta sulle 144 mila unità, fra posti di lavoro diretti (4 mila), indiretti (13.300) e dell’indotto allargato (126.700); le unità produttive sono oltre 350 fra stabilimenti industriali (14 di birra e 2 di malto) e micro birrifici. Sono oltre 1.500 i marchi prodotti e/o distribuiti dall’industria della birra in Italia (quasi il doppio rispetto al 2005).
UN CONSUMO GIOVANE
Dopo 2 anni di marcati cali, nel 2010 i consumi hanno ripreso a crescere, in controtendenza rispetto all’Europa. Ma l’Italia rimane comunque all’ultimo posto nella classifica del Vecchio Continente: 28,6 litri pro capite di birra consumati contro 69,9 litri della media europea.
Tre italiani maggiorenni su quattro, pari a 36 milioni di persone, si dichiarano oggi consumatori di birra, poco meno di quelli che dicono di bere vino.
Ma chi ha meno di 45 anni afferma di preferire soprattutto la birra (tra le bevande alcoliche fermentate); mentre quelli al di sopra dichiarano di prediligere il vino.