La birra Peroni cambia di nuovo nazionalità: dopo essere diventata britannica nel 2003 con l'acquisizione da parte del gruppo SabMiller (per 246 milioni di euro), ora acquisisce la nazionalità giapponese passando sotto il controllo di Asahi, che ha rilevato da AB InBev per 2,55 miliardi di euro i tre brand europei Grolsh, Meantime e appunto Peroni.
La vendita dei tre marchi era fra le condizioni imposte dall'antitrust europea per autorizzare l'acquisizione di SabMiller da parte del colosso belga-brasiliano AB InBev: proprio al completamento di questa operazione, previsto per la seconda metà dell'anno, è subordinata la chiusura dell'acquisuizione di Peroni, Grolsch e Meantime da parte di Asahi, il più grande produttore giapponese di birra per fatturato.
Nata a Osaka nel 1889, Asahi è oggi attiva anche nel settore delle bibite non alcoliche, oltre a controllare il 20% del noto brand di birra cinese Tsingtao. Nel recente passato il gruppo ha avviato una politica di espansione internazionale che lo ha portato a operare diverse acquisizioni in Asia e Nuova Zelanda, fino allo sbarco in Europa grazie all'operazione con AB InBev.
Birra Peroni, nata a Vigevano nel 1846 per opera di Francesco Peroni e trasferitasi qualche anno dopo a Roma, conta oggi 689 dipendenti e tre stabilimenti in Itralia (a Bari, Roma e Padova); nel 2015 ha registrato un fatturato di quasi 348 milioni di euro.