Barilla avrebbe messo gli occhi sull’inglese Weetabix, colosso dei cereali da colazione, con 1.800 dipendenti, che nell’ultimo esercizio ha fatturato 410 milioni di euro. Pur essendo diverse le società nel mondo interessate a Weetabix – riporta il sito parmaquotidiano.info -, secondo osservatori della stampa specializzata proprio Barilla è l’acquirente favorito. Il problema è il prezzo, ben 1,8 miliardi di euro, che rischia di ingessare per anni i bilanci della Barilla, dopo un felice periodo di investimenti sui prodotti e i processi produttivi.
Al momento – continua parmaquotidiano.info - Weetabix è in mani cinesi (Bright Food 60%; Baring Private Equity 40%), che la considerano però non abbastanza redditizia e cercano gruppi interessati a rilevarne il controllo. Per Barilla è l’occasione per potenziare una già importate offerta di prodotti per la colazione e aprirsi un ingresso preferenziale sul mercato inglese e statunitense e in altri Paesi dove già Weetabix è presente (vende in 80 nazioni del mondo). Il primo passo, però, è superare i concorrenti: Nestlé, Pepsico, General Mills e la turca Pladis.