Poche le imprese ricettive green. Tutta colpa della crisi

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Solo un’impresa ricettiva su 10 ha le “carte in regola” in fatto di ecosostenibilità. Tullio Galli, coordinatore nazionale Assoturismo Confesercenti, ha tracciato all’agenzia di stampa Adnkronos un quadro piuttosto fosco per quanto riguarda i propri associati. Per iniziare sul fronte verde: su circa 40.000 imprese ricettive aderenti ad Assoturismo, solo 400, ovvero il 10 % del totale, aderiscono al protocollo di sostenibilità rinnovato anche quest’anno con Legambiente. Colpa in parte della crisi, sicuramente, che toglie risorse e mette in fondo alla to do list gli interventi tesi alla tutela ambientale. Dati alla mano, non è semplice neanche raggiungere il primo degli obiettivi, sopravvivere. L’Osservatorio di Confesercenti relativo ai primi tre mesi del 2014 ha infatti evidenziato che nel settore turistico sono più le aziende che chiudono di quelle che aprono, con una differenza del 3-4%. “Le imprese non riescono a sopravvivere alla pressione fiscale, a una burocrazia troppo complicata e a un consumo del turismo domestico in calo”, ha dichiarato Galli. A soffrire in modo particolare non sono le mete top - per intenderci Roma, Firenze e Venezia - ma il turismo balneare, le destinazioni minori e la campagna.

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