Alitalia salva, accordo raggiunto per la seconda fase. Intesa e Unicredit ancora a bordo

Dopo ore febbrili, l'intesa per il finanziamento della seconda fase del piano Alitalia è cosa fatta ed è stato raggiunto l'accordo con le banche creditrici, principalmente Intesa SanPaolo e Unicredit,...

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Dopo ore febbrili, l'intesa per il finanziamento della seconda fase del piano Alitalia è cosa fatta ed è stato raggiunto l'accordo con le banche creditrici, principalmente Intesa SanPaolo e Unicredit, oltre che con Etihad.
A confermarlo Alitalia stessa in una nota stampa: "Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia ha approvato oggi la seconda fase del piano industriale della Compagnia. In una riunione separata, l’Assemblea degli Azionisti ha deliberato un finanziamento a breve termine per consentire al management di avviare, nei prossimi 60 giorni, un negoziato con i principali stakeholder - società di leasing aereo, fornitori, società di distribuzione e sindacati - allo scopo di ottenere il loro impegno su misure che portino a una radicale riduzione dei costi; unico modo per garantire il sostegno di lungo termine di soci e istituti finanziari e assicurare così la sostenibilità dell’azienda"
L'intesa è stata commentata positivamente da Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, come riporta La Stampa: "Una volta che si raggiunge un risultato e si evitano crisi siamo soddisfatti".
"Abbiamo avuto tutti una giornata di lavoro con i vari ministri anche Calenda e Padoan - ha aggiunto - Una giornata molto intensa". E a proposito delle banche,  Delrio ha risposto "abbiamo lavorato per facilitare il loro lavoro, noi non c'entriamo". Il ministro ha poi concluso affermando che "I problemi da affrontare sono strutturali perché quando si hanno perdite ingenti occorre fare un nuovo piano industriale che non abbiamo visto e che dobbiamo vedere. Abbiamo discusso solo di direttrici. Quando saranno pronti, noi saremo pronti a discutere e collaborare".
“I prossimi due mesi sono cruciali per Alitalia - ha dichiarato l'Amministratore Delegato di Alitalia Cramer Ball -  E’ di vitale importanza che il personale della Compagnia e i principali stakeholder, quali i partner commerciali, i fornitori e i sindacati, accettino e facciano propri i cambiamenti radicali di cui abbiamo bisogno. Solo così potremo ottenere un successivo e significativo finanziamento da parte degli azionisti, senza il quale Alitalia non avrà futuro”
“Tutti dobbiamo remare nella stessa direzione per dare ad Alitalia un futuro duraturo, sostenibile e di successo. E tutti dobbiamo dare il nostro contributo per trasformare le ambizioni di crescita e sostenibilità di lungo termine in realtà” ha aggiunto il manager che potrebbe essere sostituito con il varo del nuovo piano.
Di diverso avviso i sindacati che temono il peggio e mettono le mani avanti: secondo l'Usb "Nel caso di presentazione di un nuovo piano che prevedesse tagli, esuberi e ridimensionamento complessivo a fronte di un rifinanziamento parziale non bisogna escludere la nazionalizzazione e sarebbe assolutamente giusto e credibile un intervento diretto da parte dello Stato".
I dettagli della seconda fase del piano industriale saranno presentati in gennaio a tutto il personale Alitalia.
"Il piano - prosegue la nota stampa di Alitalia - poggia sulle solide basi costituite dai significativi investimenti fatti negli ultimi due anni nella “nuova Alitalia” e tiene conto delle sfide di un mercato, quello del trasporto aereo, in cui la concorrenza è sempre più agguerrita.
Le attività future si concentreranno sulla necessità di cambiare l’attuale modello di business attraverso: l’ulteriore sviluppo del network di lungo raggio; il ridisegno del business per il corto e medio raggio; la riduzione dei costi e l’aumento della produttività per poter competere con la concorrenza; la rivalutazione degli accordi di joint venture; il rafforzamento delle attuali partnership con altre compagnie aeree; la ricerca di nuovi accordi commerciali; la valorizzazione degli  ingenti investimenti tecnologici per competere con gli altri attori del mercato e per portare nuovi ricavi; la riduzione dell’organico per creare un’organizzazione più funzionale al business"

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