Club Med ha chiuso l’esercizio fiscale 2013-2014 con una
perdita netta di 9 milioni di euro, cioè uguale a quella dell’anno precedente.
L'utile operativo è sceso del 4,8% a 53 milioni, mentre i ricavi sono saliti dello 0,2% a tassi di cambio costante a 1,4 miliardi. Nonostante i risultati non precisamente positivi, il Tridente si dice ottimista e nel comunicato stampa relativo all’ultimo esericizio sottolinea
la resilienza del modello di business del gruppo, che “tiene duro”, come dichiara
Henri Giscard d’Estaing, chief executive officer, “in uno scenario caratterizzato dalla crisi economica e da grandi tensioni geopolitiche in alcune delle sue destinazioni”. A pesare sull’ultimo bilancio, infatti sono anche fattori straordinari come un costo di
13 milioni di euro per la chiusura di alcuni villaggi e la conseguente
riduzione della capacità di accoglienza, che è scesa del 2,1%. Tra le notizie positive, invece, c’è la stabilità della
clientela, che soprattutto grazie all’aumento dei mercati emergenti, Cina in primis, si mantiene a quota 1,23 milioni. Al centro di una
battaglia di Opa da parte del miliardario cinese Guo Guangchang (gruppo Fosun) e dall'investitore italiano Andrea Bonomi,
il Tridente prevede di ritornare in utile già a partire dall’esercizio 2014-2015.