C
on 41miliardi di euro di valore aggiunto, la ristorazione è il settore trainante della
filieraagroalimentareitaliana,piùimportantediAgricolturaeIndustriaAlimentare.
Questa una delle principali evidenze emerse dall’ultimo Rapporto Ristorazione
della Fipe presentato recentemente a Milano.
Le famiglie italiane nel 2017 hanno speso per mangiare fuori casa oltre 83miliardi
di euro, il 3% in più dell’anno scorso.
Continuano tuttavia a preoccupare l’elevato numero di aziende che chiudono e un tasso di
produttività che resta sotto i livelli pre-crisi.
Nel 2016 hanno avviato l’attività 15.714 imprese, mentre circa 26.500 l’hanno cessata, con
un saldo negativo per oltre 10mila unità. Nei primi nove mesi del 2017 invece hanno avviato
l’attività 10.835 imprese, mentre 19.235 l’hanno cessata determinando un saldo negativo pari
a 8.400 unità.
Insomma, il turnover imprenditoriale è decisamente elevato e la situazione politica vissuta
fino allo scorso 4 marzo (giorno delle elezioni) non ci permetteva di vedere uno spiraglio in
fondo al tunnel.
Vero è che, alla luce dei risultati elettorali, non possiamo fare previsioni a lungo termine.
Tuttavia, possiamo quantomeno cominciare a sperare che qualcosa finalmente cambi.
Le promesse fatte dai protagonisti dell’ultima tornata elettorale erano di grande appeal.
Su facebook girava un simpatico post pre elezioni che, mettendo assieme le ‘promesse’ di tutti
i candidati, mostrava un futuro grandioso riservato al nostro Paese.
Ma le promesse spesso restano solo promesse. Sarà così anche per la nuova coalizione?
Noi di CIC ci auguriamo proprio che qualcosa cambi.
Dobbiamo far ripartire l’Italia e le possibilità ci sono eccome.
Ripartiamo dal settore del turismo e della ristorazione che si stanno confermando ultimamente
volano per la ripresa dei consumi delle famiglie italiane.
Cibo e Turismo sono le due punte di diamante dell’offerta Made in Italy. Ed è per questo che
il 2018 è stato scelto come Anno Nazionale del Cibo Italiano (servizio a pag. 26). Un’occasione
unica per il settore della ristorazione che rende i cuochi protagonisti assoluti di questa iniziativa.
D’altronde, di nomi da spendere nell’olimpo degli chef italiani ce ne sono a iosa. Noi per questo
numero di Qualitaly ne abbiamo scelto uno molto rappresentativo.
Parliamo di Simone Conti (pag. 22), uno chef che incarna in senso assoluto la nostra tradizio-
ne alimentare che ci rende famosi in tutto il mondo: cucina del territorio ma rivista in chiave
moderna, o come piace chiamarla ora ‘comfort food’ (servizio a pag 2).
Cosa dire di più? Buona lettura!
FACCIAMO
RIPARTIRE L’ITALIA
EDITORIALE
Lorenzo Morelli
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Qualitaly Magazine
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mariaelena.dipace@fieramilanomedia.itHanno collaborato a questo numero:
Gloria Cavicchioli (segreteria), Maddalena Baldini, Elena Consonni, Anna Muzio, Barbara Panterna,
Riccardo Sada, Chiara Bandini - Christopher Farley (traduzioni)
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MAGAZINE
febbraio-marzo 2018
Anno XVII n. 103
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