Uvet: viaggi d'affari a +10% ma diminuisce il costo delle trasferte. In Italia treno batte aereo.

Nel corso del BizTravel Forum a Milano è stata presentata la Business Travel Survey - l’indagine periodica sui viaggi d’affari di Uvet Global Business Travel - che ha rivelato come nei primi nove mesi...

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Nel corso del BizTravel Forum a Milano è stata presentata la Business Travel Survey - l’indagine periodica sui viaggi d’affari di Uvet Global Business Travel - che ha rivelato come nei primi nove mesi del 2016 il numero dei viaggi d’affari è cresciuto del 10% rispetto allo stesso periodo del 2015, ma è continuata la discesa delle spese medie per trasferta. Rispetto al 2015 il costo medio è sceso di 13 euro. Considerando l’ultimo triennio 2014-2016, il numero di trasferte è aumentato del 24% mentre le spese di viaggio solo dell’8%.
Forse anche per questa generale tendenza di riduzione delle spese, l’uso del treno cresce rispetto all’aereo, ovviamente per quello che riguarda le tratte nazionali.
Per l’effetto della concorrenza sull’alta velocità, le tariffe ferroviarie sono diminuite del 12% circa dal primo trimestre 2014. Oggi mediamente il costo di un biglietto ferroviario è di 47 euro, nei primi mesi del 2014 era di 55 euro.
Anche i prezzi dei biglietti delle principali tratte aeree nazionali sono calate negli ultimi 9 mesi (-14% rispetto all'anno precedente),
Il prezzo medio sulle principali rotte aeree italiane registra un aumento sulla Genova-Roma (da 183 a 246) e sulla Milano-Napoli (da 197 a 210) mentre per tutte le altre rotte, ad eccezione della Roma Venezia (diminuzione da 248 a 221), non si evidenziano differenze sostanziali di prezzo. Si registra però nei primi nove mesi dell’anno un significativo calo delle tasse aeroportuali. Lo scorso anno sulle tratte Genova-Roma e Milano-Roma il 40% del costo biglietto era rappresentato da tasse. Oggi invece Genova-Roma cala al 24% e Milano-Roma al 31%.
Per quel che riguarda Il traffico aereo in generale, Il traffico domestico registra la crescita più significativa nello scenario 2016 attestandosi al 10% rispetto al 2015. Il traffico europeo, dopo uno stop nel 2015, riparte con una crescita del 7%, il traffico intercontinentale fa rilevare invece una decrescita rispetto al 2015 del 3%.
Basata su un campione di 700 aziende clienti di Uvet Global Business Travel, con spese di viaggio comprese tra i 20 mila e i 15 milioni di euro annui, la Business Travel Survey evidenzia come all’incremento del numero di trasferte si è accompagnata una riduzione dei costi medi di trasferta, passati dai 244 euro dei primi nove mesi del 2014 ai 213 del 2016. Un trend che nel comparto dei viaggi d’affari dura da tempo, in controtendenza con l’inflazione registrata sia a livello generale sia nel settore trasporti.
“Anche durante il 2016 – precisa Luca Patanè, presidente Uvet e da poco cavaliere del lavoro– ad una riduzione dei prezzi medi di viaggio rilevati nel Business Travel Managed è corrisposto un aumento dei volumi e quindi dei viaggi venduti. Queste caratteristiche sono importanti perché il Business Travel Managed genera risparmi per le imprese del Paese, crea efficienza e competitività a servizio dell’intero sistema economico”.
“Tra gennaio 2006 e settembre 2016, a fronte di un incremento dei prezzi nel settore trasporti del 26,3%, la dinamica dei prezzi nel Business Travel Managed ha registrato una contrazione del 35,6%. A livello complessivo l'incremento medio dei prezzi nel sistema economico, cioè l'inflazione, è stato del 18%. L'efficienza generata nel sistema economico e misurata in termini di minori costi per i viaggi può essere costì sintetizzata: a parità di caratteristiche e condizioni, un viaggio venduto all’interno del Business Travel Managed che costava 100 Euro nel 2006, oggi costa 64,4 Euro, mentre se avesse seguito la media dei prezzi dell’intero settore dei trasporti complessivamente considerato, sarebbe dovuto costare 126,3 Euro, circa il doppio”.

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