Nel 2025 l’Italia diventa la prima in Europa per presenze: 535,5 milioni di pernottamenti, davanti a Spagna (512,9 milioni), Francia (471,7) e Germania (440,2). Hotellerie Pambianconews riprende le elaborazioni Srm su dati Eurostat del IV Rapporto dell’Osservatorio Srm Intesa Sanpaolo su Turismo, Imprese e Territorio, presentato al TTG di Rimini. Negli arrivi il quadro cambia: l’Italia è terza con 160,8 milioni, dietro Francia (189,3) e Germania (186,8), con la Spagna quarta a 152,9. Il divario tra le due classifiche si spiega con la durata media dei soggiorni, 3,3 giorni in Italia e 3,4 in Spagna contro 2,5 in Francia e 2,4 in Germania. Le presenze straniere sono il 56,3% del totale, meno della Spagna (64,1%) ma molto più di Francia (32%) e Germania (18,9%). Quelle italiane scendono al 43,7%, mentre nel 2019 erano quasi in parità con le straniere. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, giudica lusinghiero quel 43,7%, perché il primo mercato per l’Italia resta quello nazionale. Tra gli stranieri guidano i tedeschi (13,3% delle presenze), seguiti da Stati Uniti (5,4%), Francia (3,6%), Regno Unito (3,2%) e Svizzera con Liechtenstein (2,5%). Negli arrivi internazionali, secondo Unwto, l’Italia è terza con 61,3 milioni, dietro Francia (112) e Spagna (96,8). Da precisare che la forte accelerazione delle presenze dipende dall’ampliamento della rilevazione degli alloggi in affitto, cioè da flussi che esistevano e prima non venivano contati. Il sorpasso risente quindi anche di un cambio di misura. Per bar e ristoranti, che quei flussi probabilmente servivano già, il primato non aggiunge coperti: il dato che si traduce in clienti è la durata media dei soggiorni e il peso di una clientela italiana ancora vicina alla metà.