Spirits: passato, presente e futuro

Eppur si muove. Come l’outfit anche il mercato dei superalcoolici è soggetto a mode e tendenze; le variabili sono molte e diverse, seppur tra loro collegate. È un settore in continuo fermento e movime...

Condividi l'articolo

Eppur si muove. Come l’outfit anche il mercato dei superalcoolici è soggetto a mode e tendenze; le variabili sono molte e diverse, seppur tra loro collegate. È un settore in continuo fermento e movimento, dove nulla è uguale a prima e tutto sarà, domani, diverso rispetto a oggi. Il focus è quindi sui distillati: chi sale e chi scende, e perché? Sette, tra esperti e addetti ai lavori, disegnano il presente e ne prevedono il futuro.

LE RELAZIONI (NON) PERICOLOSE
Amari e Mezcal sugli allori: pur tra loro diversi sono uniti da un filo tutt’altro che esile: “carattere, artigianato, passione rurale – dichiara Matteo “Zed” Zamberlan, bar manager del romano The Court – sono note comuni. Prevedo Margarita e Paloma tagliati col Mezcal e un tocco di amaro, oggi protagonista con nuovi blend ed etichette, in molti drinks”. Conferma l’ascesa degli amari anche Fabio Bacchi, imprenditore della spirit industry: “ci sono fermento e attenzione, con nuove referenze che cercano sbocchi all’estero grazie all’interesse internazionale. Alcuni ‘dormienti’ brand storici sono stati acquisti da grandi gruppi; sono prodotti premium destinati a bar importanti e palati esigenti”. Dal Mezcal a suo cugino, il Tequila: “è sempre più apprezzato – spiega Alessandro Melis, imprenditore e consulente mixology – da un target compreso tra i 25 e i 45 anni ed è particolarmente gradito dal pubblico femminile”. Si spinge oltre Andrea Panella, bartender del Mandarin Bar & Bistrot di Milano: “la qualità va crescendo per un distillato che, se prima era difficile per la sua ruvidità, ora è pronto al palato di tutti”. Stagionalità e temperature giocano, secondo Mattia Pastori, consulente e imprenditore mixology, a favore del suo consumo: “si affaccia sempre con maggior successo sulla scena, soprattutto nel periodo estivo grazie al suo spirito esotico e alla ricchezza di sentori e profumi”.

[caption id="attachment_178416" align="aligncenter" width="700"] Mandar Bar & Bistrot, Milano[/caption]

IL SUCCESSO DEI GRANDI CLASSICI
Da spirits classici ad altri, forse ancora più tradizionali e iconici: sotto la lente d’ingrandimento Whisky, Gin e Vodka. Segno più per tutti e tre, a sentire Luca Pirola, consulente e imprenditore beverage: “il Whisky rimane il re degli spirits, con le sue quotazioni, disciplinare e regole che hanno fatto sì che il suo target di appassionati proliferasse e così le sue etichette. La Vodka, che sembrava passata di moda, resiste come best seller, perché nella miscelazione rimane un punto cardine in alcuni dei drink più venduti; il Gin cavalca il binomio moda e tasting, usando Negroni, Martini Cocktail e Gin Tonic come suoi ambasciatori: tre dei cocktail più bevuti al mondo per target differenti a seconda della fascia oraria di consumo”. Tre grandi classici, questi, che si possono accomunare – racconta Alessandro Melis – nel nome “craft spirits”: “ci sarà una continua ascesa delle vendite: sono prodotti da piccole distillerie artigianali che uniscono passione e ricerca. Saranno da tenere d’occhio anche i Whisky irlandesi: molti piccoli produttori stanno realizzando ottime referenze. Anche i Bourbon sono in ascesa, soprattutto nel mercato europeo”.

TRA CONFERME E NOVITÀ
Per Rum, Grappe, Brandy e Cognac le opinioni possono invece divergere. Pollice verso per il Rum, secondo Matteo “Zed” Zamberlan: “in origine osannato, amato e bevuto, perde ora sempre più terreno, soprattutto perché non più di moda”. Stessa opinione per Andrea Panella: “è un distillato che ha difficoltà nel mercato italiano. Negli anni ’90 è stato legato al consumo di massa e il suo momento pare in leggera discesa. Rimangono in commercio brand noti, che però faticano”. Un grande avvenire, invece, per Fabio Bacchi, secondo il quale “continua il suo lento ma inesorabile percorso di crescita e tutela qualitativa portato avanti da tenaci esperti di settore”. Mattia Pastori assiste invece a una certa flessione di Brandy e Cognac: “scendono come gradimento e consumo: sono due prodotti che non hanno saputo crearsi un nuovo pubblico e riposizionarsi”. Ancora qualche difficoltà anche per la grappa, per Fabio Bacchi: “è la solita storica e atavica fatica, per un distillato che pur cerca di darsi una nuova identità, più fresca e giovanile”. Ci saranno novità? Si, a sentire Guglielmo Miriello, bar manager del milanese Ceresio 7: “si parla di ascesa del Calvados: un superalcolico poco conosciuto e apprezzato con un grande futuro nelle sperimentazioni della mixology”. Emerge infine il target del consumatore attuale e, forse, futuro: le più dinamiche e versatili sono le donne, il cliente tipo è più informato, consapevole e più giovane e, ancor più di prima, alza l’asticella alla ricerca di prodotti premium. E tutto questo i players più attenti lo hanno capito. 

[caption id="attachment_178415" align="aligncenter" width="700"] Ceresio 7, Milano[/caption]

IL FUTURO È ROSA
Non ci sono numeri destinati al solo consumo di superalcolici, ma un profilo lo si può fare. I dati emergono da uno studio Istat sul consumo di alcol (vino, birra, amari e superalcolici) in Italia: nel 2018 l’incremento è stato dell’1,4% (da 65,4% nel 2017 al 66,8%) dovuto in larga parte alle donne, passando dal 53,5% al 55,4%. Cambiano i comportamenti: se nell’ultimo decennio le consumatrici giornaliere sono scese da 4 milioni 101mila a 3 milioni 48mila (-25,7% contro -21,6% dei maschi), chi beve fuori pasto è aumentato da 4 milioni 68 mila a 5 milioni 740 mila (+41,1% contro il +13,2% degli uomini); 12 milioni 518mila sono quelle occasionali (+10,3%). Per quanto riguarda amari e liquori (preferiti dal gentil sesso rispetto a vino e birra), si pensa che il loro successo si debba all’uso di dolcificanti e aromi naturali al posto dello zucchero, per un minor apporto calorico.

[caption id="attachment_178417" align="aligncenter" width="700"] The Court, Roma[/caption]

Baci Perugina: Facebook mezzo chiave per la crescita delle vendite offline

06 ottobre 2020 | Redazione

Facebook e Instagram svolgono sempre di più un ruolo di vetrina per il settore della Grande Distribuzione e del Largo Consumo e di sostegno concreto alle vendite: queste piattaforme danno alle persone...

Vinolok e Università di Udine: perchè la chiusura è un elemento chiave nell’evoluzione del vino

04 settembre 2026 | Redazione

Uno studio quinquennale condotto in collaborazione con l’Università di Udine conferma le prestazioni sensoriali dei tappi Vinolok dopo 36 mesi in bottiglia

Notizie correlate

Vinolok e Università di Udine: perchè la chiusura è un elemento chiave nell’evoluzione del vino

04 settembre 2026 | Redazione

Uno studio quinquennale condotto in collaborazione con l’Università di Udine conferma le prestazioni sensoriali dei tappi Vinolok dopo 36 mesi in bottiglia

Eureka tra le eccellenze del Made in Italy con un francobollo speciale del MIMIT

04 settembre 2026 | Redazione

Conti Valerio Srl, storico produttore fiorentino di macinacaffè con il marchio Eureka, protagonista al Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a Birra Forst, Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo e Saquella Caffè. Il riconoscimento arriva nell'anno del milionesimo macinacaffè della linea Mignon.

KFC Italy e Piteco insieme per centralizzare pagamenti e incassi digitali

03 settembre 2026 | Redazione

Il progetto punta a trasformare l’attuale struttura operativa in un motore di controllo finanziario centralizzato, capace di accompagnare le 30 nuove aperture previste per l’anno

Gruppo Valenza: Domenico Di Clemente è il nuovo Executive Pastry Chef

02 settembre 2026 | Redazione

Di Clemente porta nel Gruppo che comprende Caffè Gilli, Paszkowski Caffè-concerto, Giacosa e Move On oltre venticinque anni di esperienza maturata tra alta pasticceria, cioccolateria, gelateria e hotellerie di lusso

Partesa: appuntamento a Vinòforum dal 7 al 13 settembre

31 agosto 2026 | Redazione

A Piazza di Siena, nella cornice di Villa Borghese, Partesa sarà protagonista con un team di specialisti a disposizione degli operatori horeca e con una selezione di cantine partner e delle loro eccellenze per un viaggio nell’Italia del vino dedicato a professionisti e appassionati

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 388 - Luglio/Agosto 2026
07 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati