Sostenibilità, Gin Mare con Marevivo per la protezione del Mediterraneo

Per il quinto anno consecutivo Gin Mare si è affiancato all’associazione ambientalista Marevivo in un progetto di protezione del Mediterraneo. L’operazione, che dopo Portofino e Camogli ha toccato que...

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Per il quinto anno consecutivo Gin Mare si è affiancato all’associazione ambientalista Marevivo in un progetto di protezione del Mediterraneo. L’operazione, che dopo Portofino e Camogli ha toccato questa estate Capri, ha permesso di recuperare oltre 1500 kili di rifiuti. Un segno concreto per un gin che “pesca” le sue botaniche sulle sponde del Mediterraneo

Dal 2021 Gin Mare, il distillato nato in Spagna e oggi parte di Brown Forman che lo distribuisce direttamente in Italia, firma il progetto “Mare Mio” in collaborazione con Marevivo, associazione ambientalista nata nel 1985 per difendere il Mediterraneo dall’inquinamento e dalla pesca illegale. Quest’anno la campagna estiva, i cui risultati sono stati resi pubblici qualche giorno fa nel corso di una conferenza stampa al Grand Hotel et de Milan, ha “prodotto” oltre una tonnellata e mezza di rifiuti raccolti sia in superficie sia, grazie alla collaborazione di un team di esperti subacquei, in profondità raccolti principalmente nel mare che circonda Capri, negli scorsi anni la raccolta si era concentrata nelle baie di Portofino e di Camogli.

Un impegno, come ha sottolineato Giulia Tagliabue, senior brand manager Gin Mare, che vuole testimoniare il legame simbiotico tra un distillato che ricava la quasi totalità delle sue botaniche dalle coste del Mediterraneo e, allo stesso tempo, la preoccupazione, condivisa con Marevivo, per la salvaguardia di un ecosistema che sembra essere sempre più fragile e sempre più a rischio. «Oltre sessanta uscite in mare, tra maggio e settembre - ha sottolineato Tagliabue - e otto immersioni mirate, a profondità tra i 40 e i 55 metri, per un unico obiettivo: restituire vita a ecosistemi soffocati da plastica, reti abbandonate e rifiuti invisibili».

La plastica, a detta degli organizzatori, resta sempre la questione principale, oltre il 50% dei rifiuti raccolti, ma anche le reti costituiscono un problema serio: quest’anno ne sono stati recuperati oltre 250 metri. Autentiche trappole mortali per la fauna. Il progetto “Mare Mio” quindi prosegue con successo. Così come prosegue con successo la performance di Gin Mare sul mercato italiano. Uno dei gin “moderni” che maggiormente si è distinto negli ultimi anni con una crescita stimata nell’ultimo quinquennio di circa il 25%, anni peraltro di particolare affollamento sul mercato e, di conseguenza, maggiore competizione tra i brand storici e la grande onda dei nuovi brand spuntati un po’ come funghi dopo una pioggia autunnale. Gin Mare ha dalla sua un packaging iconico, una selezione di botaniche che vanno dal timo al basilico, dal rosmarino all’oliva Arbequina tutte raccolte tra Grecia, Italia, Francia e Spagna ma ha pure, da cinque anni a questa parte, una sensibilità ambientale concreta che gli fa onore.

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