Dal 5 marzo è stato attivato il nuovo servizio che l’Agenzia delle Entrate rende disponibile sul portale "Fatture e Corrispettivi" per permettere il collegamento tra registratori telematici (Rt) e strumenti di pagamento elettronico, reso obbligatorio dalla Legge di Bilancio 2025 che, per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026, ha introdotto l’obbligo di un collegamento di tipo “logico” volto a integrare i dati dei pagamenti tracciabili con quelli della memorizzazione dei corrispettivi.
Come ci tiene a sottolineare lo stesso sito dell'Agenzia, non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di un adempimento normativo (derivante dal D.Lgs. 127/2015) volto a eliminare le discrepanze tra quanto incassato elettronicamente e quanto effettivamente dichiarato tramite scontrino fiscale. In sostanza, l’esercente deve ora dichiarare al fisco quali specifici Pos sono associati a determinati registratori telematici. Questa associazione permetterà all'Amministrazione Finanziaria di effettuare controlli automatizzati e istantanei, verificando che a ogni transazione elettronica corrisponda la relativa memorizzazione del corrispettivo.
Come abbinare Pos e registratori di cassa
Per abbinare registratori telematici e Pos, l’esercente, anche tramite intermediario, deve accedere al portale “Fatture e corrispettivi” e associare, tramite il servizio “Gestione collegamenti”, la matricola del registratore telematico già censito in Anagrafe tributaria con i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare. Per rendere più semplice l’operazione, all’esercente viene mostrato l’elenco degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare, preventivamente comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari. Nel caso in cui la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri non siano effettuate tramite un registratore telematico ma utilizzando la procedura web dell’Agenzia (“Documento Commerciale on line”), il collegamento può essere realizzato tramite lo stesso servizio.
Le scadenze da rispettare
Per gli strumenti di pagamento già in uso al 1° gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026, è previsto un termine di 45 giorni a partire da oggi: per completare la registrazione c’è tempo, quindi, fino al prossimo 20 aprile. Per la prima associazione o per eventuali variazioni, invece, l’abbinamento dovrà essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Quindi se un nuovo Pos inizia a operare a marzo, andrà collegato al registratore telematico tra il 6 e il 31 maggio.
Una guida operativa disposizione degli esercenti
Per rendere più agevole l’uso del servizio da parte degli esercenti, l’Agenzia delle Entrate, sul proprio sito, ha messo a disposizione una guida operativa in cui, anche attraverso immagini e tabelle, sono illustrati i passi per portare a termine l’abbinamento. Sempre sul sito dell’Agenzia, sono consultabili le Faq dedicate a diversi argomenti: ad esempio la possibilità di collegare uno stesso strumento di pagamento a più registratori di cassa telematici; l’esclusione dall’obbligo per gli esercenti che utilizzano il Pos esclusivamente per pagamenti relativi a operazioni esonerate dall’obbligo di emissione del documento commerciale; gli identificativi degli strumenti di pagamento elettronico necessari per effettuare il collegamento.
La platea dei soggetti obbligati comprende la quasi totalità dei commercianti al dettaglio, gli artigiani e i professionisti che sono tenuti alla trasmissione telematica dei corrispettivi e che accettano pagamenti tramite carte o bancomat. Per completare la procedura, gli utenti dovranno accedere all'area riservata del sito dell'Agenzia tramite credenziali SPID, CIE o CNS. È possibile associare più terminali POS a un unico registratore telematico, garantendo flessibilità a chi gestisce più punti di incasso all'interno dello stesso esercizio.