I pizzaioli reclamano l’istituzione di un albo professionale. Forti della candidatura del loro prodotto a patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco, i 150mila “artigiani della pizza” chiedono il riconoscimento di un ordine che certifichi, con tanto di esame e diploma finale, il valore di chi lavora con il più classico dei prodotti 'made in Italy'.
Al loro fianco i senatori del centrodestra (di Fi, soprattutto, ma ci sono anche senatori Ncd, Conservatori e Lega), che ieri hanno sottoscritto il ddl, di iniziativa del senatore azzurro Bartolomeo Amidei, per la "Disciplina dell'attività, riconoscimento della qualifica e istituzione dell'albo nazionale dei pizzaioli professionisti".
Il disegno di legge, del quale è relatrice Paola Pelino (Fi), prevede il riconoscimento della qualifica a chi consegue un diploma rilasciato esclusivamente dalle associazioni riconosciute, a loro volta chiamate ad attestare lo svolgimento da parte dei pizzaioli di una verifica teorico-pratica. Sono previsti corsi di 40 ore di laboratorio, 30 di lingua straniera, 20 di scienza dell'alimentazione, 30 di igiene e somministrazione di alimenti. Viene istituito un apposito albo, l'iscrizione al quale è condizione necessaria per l'esercizio dell'attività. L'art.8 del ddl istituisce, inoltre, la Giornata italiana della pizza.
“L’Italia - ha detto all’Ansa il senatore Amidei - ha una grande responsabilità che le deriva dal fatto che il marchio Made in Italy è sul podio di quelli più conosciuti al mondo, con Coca Cola e Visa e la pizza rappresenta il 50% del fatturato della nostra ristorazione, mentre la dieta mediterranea, di cui la pizza è parte integrante, è un trend mondiale. In questo contesto, non c'è spazio per l'improvvisazione e la figura del pizzaiolo va valorizzata e riconosciuta”.
"Il mio auspicio - ha anticipato sempre all’Ansa Paola Pellino - e me ne farò promotrice presso il presidente Pietro Grasso - ha proseguito - è che si riesca ad ottenere la sede deliberante per un ddl di interesse generale, in modo da velocizzarne l'iter a palazzo Madama e magari di ottenerne l'approvazione definitiva entro l'anno".