Lo attesta Fipe: i consumi ripartono

Si è finalmente interrotta la dinamica di contrazione dei consumi che, salvo i due brevi recuperi del biennio 2010-2011, era cominciata nel 2008 determinando una caduta della spesa delle famiglie di o...

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Si è finalmente interrotta la dinamica di contrazione dei consumi che, salvo i due brevi recuperi del biennio 2010-2011, era cominciata nel 2008 determinando una caduta della spesa delle famiglie di oltre 74 miliardi di euro a prezzi costanti, 19 dei quali nel comparto alimentare e 31 in quello dei trasporti. Tutti gli indicatori sulla congiuntura mostrano segnali di ripresa. Alla domanda su come saranno i consumi alimentari fuori casa nei prossimi sei mesi 7 italiani su dieci affermano di mantenerli invariati e 14 su dieci pensano di aumentarli. Ci sono ancora elementi di incertezza ma la direzione di marcia sembra tracciata. Le stesse imprese mostrano maggiore ottimismo verso il futuro. Il clima di fiducia della ristorazione continua a migliorare e nel terzo trimestre di quest’anno è tornato ai graficolivelli del 2007. La spesa delle famiglie in servizi di ristorazione dovrebbe attestarsi nel 2015 a 76 miliardi di euro con un incremento reale sul 2014 di otto decimi di punto. La brusca frenata dei consumi alimentari in casa fa sì che l’incidenza della ristorazione guadagni posizioni fino a rappresentare il 35% del totale. In effetti gli italiani non si sono chiusi in casa. La flessione dei consumi alimentari nel canale domestico è stata assai pesante sfiorando, nel periodo, il -13%. Meno pesante l’impatto della crisi sui consumi alimentari fuori casa che nel periodo 2007-2014 hanno subito una riduzione reale dell’1,7%, pari a 1,2 miliardi di euro. Ma se ai tagli aggiungessimo la mancata crescita ci troveremmo con un saldo negativo per 6 miliardi di euro.

LE TIPOLOGIE DI CONSUMATORI Il 77% degli italiani maggiorenni consuma, più o meno abitualmente, cibo al di fuori delle mura domestiche sia che si tratti di colazioni, pranzi, cene o più semplicemente di spuntini e aperitivi. Sono 39 milioni di persone così segmentate:

  • HEAVY CONSUMER: 13 milioni di persone che consumano almeno 4-5 pasti fuori casa in una settimana
  • AVERAGE CONSUMER: 9 milioni che consumano almeno 2-3 pasti fuori casa in una settimana
  • LOW CONSUMER: 17 milioni che consumano almeno 2-3 pasti in un mese.

Gli heavy consumer sono in prevalenza uomini (51,3%) di età compresa tra i 35 e i 44 anni (24,8%) e residenti al Nord Ovest (29,8%) in centri abitati tra i 5.000 e i 40.000 abitanti (30,5%). Appartengono ad un nucleo famigliare composto da 3 componenti (32,3%). Gli average sono in prevalenza uomini (51,9%), residenti al Centro Italia (28,9%) in centri abitati tra i 5.000 e i 40.000 abitanti (35,9%). In prevalenza appartengono ad un nucleo famigliare composto da 4 componenti (26,1%). I low consumer sono in prevalenza donne (51,6%), di età superiore ai 64 anni, residenti nelle regioni del Nord Italia, in centri abitati tra i 5.000 e i 40.000 abitanti (34,9%). In prevalenza appartengono ad un nucleo famigliare composto da due componenti (35,2%).

LA MAPPA DEI CONSUMI ALIMENTARI FUORI CASA METTE IN EVIDENZA:

  • il bar si conferma il luogo di riferimento per la colazione fuori casa. Cinque milioni di consumatori lo scelgono ogni giorno per cappuccino e brioche o, semplicemente, per un caffè
  • dodici milioni di persone pranzano fuori casa 3-4 volte alla settimana
  • oltre 7 milioni di consumatori cenano fuori casa almeno 3 volte al mese nel fine settimana con una spesa media di 23 euro.

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