Melina Devoney su Barista Magazine parte da un paradosso vissuto in prima persona: al Coffee Fest di Los Angeles ha provato a ridurre i propri rifiuti portando un piccolo tumbler, ma con quasi 200 espositori da visitare ha finito comunque per usare bicchierini monouso a ripetizione, tra campioni pre-porzionati e latte art che non si versa in un bicchiere già usato. Nello stesso weekend Noah Vernick di Anomaly Coffee ha scelto una strada diversa, disertando la fiera per organizzare un evento Low-Waste Pours parallelo, con ingredienti upcycled e stoviglie riutilizzabili. Darrell Baskin, buyer di Groundwork Coffee, individua il problema vero dietro i bicchierini: lo spreco nascosto di litri di latte e caffè usati per tarare le macchine al volo, la moquette, i banner in vinile e l'allestimento pesante degli stand costruiti per durare appena due o tre giorni. Anche quando gli espositori scelgono materiali compostabili, spiega, l'impatto reale dipende dall'infrastruttura della sede: senza un sistema di raccolta e compostaggio dedicato, un bicchiere compostabile finisce comunque in discarica, riducendo l'operazione a un'operazione di marketing. Parte della responsabilità, aggiunge Baskin, ricade anche sui visitatori stessi: pochissimi, sui 3.400 di Coffee Fest LA, portano con sé stoviglie riutilizzabili, preferendo la mentalità del "si fa così quando si è in fiera". Gli organizzatori hanno comunque un peso specifico non da poco: Hailey Hayes, direttrice dell'evento per Coffee Fest, segnala l'eliminazione della moquette da tutte e quattro le edizioni annuali della fiera, il passaggio dal catalogo cartaceo a un'app, il riutilizzo della segnaletica tra una sede e l'altra e la donazione a banchi alimentari locali del materiale non riutilizzabile a fine fiera. Resta però un limite strutturale: in alcune città mancano abbastanza postazioni di lavaggio per permettere realmente il riuso delle stoviglie, e i dipartimenti di igiene locali pongono comunque dei limiti a quanto un bicchiere possa essere riutilizzato. Il punto che Devoney lascia aperto, più che risolto, è quello della coerenza: un settore che rivendica resilienza climatica e agricoltura rigenerativa all'origine della filiera fatica a replicare la stessa logica nelle proprie fiere di settore, dove il principio del "bring your own cup" resta più un'aspirazione individuale di pochi espositori illuminati che una pratica diffusa.