L'enologa Isabella Ghiglieno: «Dal vino una chance in più»

Isabella Ghiglieno, 27 anni, enologa e quasi agronoma (sta completando la laurea magistrale) ha trovato subito sbocco professionale, lavorando con il prof. Valenti docente del corso di laurea di Vitic...

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Isabella Ghiglieno, 27 anni, enologa e quasi agronoma (sta completando la laurea magistrale) ha trovato subito sbocco professionale, lavorando con il prof. Valenti docente del corso di laurea di Viticoltura ed Enologia alla facoltà di Agraria dell’Università Milano e collaborando SATA studio Agronomico. Segue avanzate sperimentazioni italiane di ricerca applicata in viticoltura, in particolare nel campo della sostenibilità e della misurazione dell’impronta carbonica attraverso l’utilizzo del Calcolatore Ita.Ca®. Isabella è milanese e non aveva alcun legame con il mondo viti-vinicolo né della ristorazione e del commercio.

[caption id="attachment_26100" align="alignleft" width="141"]Isabella Ghiglieno Isabella Ghiglieno[/caption]

Perché hai deciso che “da grande” avresti fatto l’enologa?

Prima di tutto per passione nei confronti del vino, che mi è sempre piaciuto quale bevanda edonistica da degustare e perché l’ho sempre considerato un prodotto per me identitario. I miei nonni piemontesi hanno saputo trasmettermi l’amore per il vino e il senso di identità ed orgoglio di un legame di appartenenza ad un territorio storicamente vocato e riconosciuto in campo viti-vinicolo.

Come valuti la presenza delle donne negli studi di viti-coltura, enologia e agronomia?

Quando ho iniziato gli studi c’erano più o meno 8 donne su 25 studenti. Adesso il rapporto si sta avvicinando a 1 su 2 (54 maschi e 22 femmine).

C’è uno specifico femminile nell’enologia?

Sulla degustazione possiamo avere sensibilità differenti noi donne e si dice che abbiamo alcune percezioni più enfatizzate rispetto agli uomini. Sull’organizzazione spesso siamo più forti. Ogni caso è a sé ovviamente, però nella mia esperienza credo che le donne possano sfruttare anche in questo settore la loro buona capacità organizzativa e gestionale, ad esempio durante le vendemmie dove occorre molta capacità di programmazione, coordinamento e prontezza.

Come vengono percepite le donne nel settore enologico?

C’è molta più apertura nei confronti delle donne e direi anche delle giovani donne addirittura da parte di persone che lavorano da tanto tempo e hanno acquisito grandi esperienze. Ovviamente le devi conquistare dimostrando che sei umile, che sai riconoscere i limiti e vuoi imparare. Le difficoltà per noi donne enologhe e agronome non credo però che siano molto diverse rispetto a quelle in altri settori.

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