Italia e street food, panoramica di un fenomeno in continua ascesa

Ormai da diversi anni il fenomeno dello street food domina le tendenze del settore gastronomico italiano. Tra sperimentazione culinaria e riscoperta delle tradizioni locali, il suo successo ha attrave...

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Ormai da diversi anni il fenomeno dello street food domina le tendenze del settore gastronomico italiano. Tra sperimentazione culinaria e riscoperta delle tradizioni locali, il suo successo ha attraversato praticamente indenne la pandemia e promette di continuare a crescere anche nel 2023.

In un mondo sempre più veloce e dai rapidi cambiamenti, il cibo di strada è più che mai di piena attualità. È infatti in questo contesto che le specialità dello street food, molte delle quali radicatissime nella cultura gastronomica italiana, diventano un luogo sicuro e di conforto, che senza pretese ci fa sentire a casa. Non solo: proprio l’adattabilità innata di questo settore, nomade e in costante cambiamento per sua natura, ha permesso al cibo di strada di adeguarsi alle restrizioni sanitarie dovute alla pandemia da Covid19 senza accusarne eccessivamente il colpo.

Ma la sua popolarità non sembra essere legata soltanto a ragioni prettamente pragmatiche. Meno forma e più sostanza: questo sembra essere il principale elemento a spiegare il successo che il mondo street food è riuscito a riscontrare tra gli italiani negli anni più recenti. Con meno attenzione alla quantità a favore della qualità, gli amanti del cibo di strada hanno dimostrato di saper apprezzare porzioni modeste da un semplice food truck se questo significa acquistare delizioso cibo di qualità cucinato con ingredienti locali e di stagione.

Origini nella tradizione

Nonostante il suo rinnovato successo sia relativamente nuovo, lo street food italiano ha origini tutt’altro che recenti. Il lampredotto fiorentino, la piadina romagnola, l´arancino e il cannolo siciliano, la focaccia genovese e il panzerotto pugliese: le ricette, spesso di natura povera, radicate nelle tradizioni regionali italiane, sono all’origine dell’odierna popolarità del cibo di strada.
Lo street food è infatti per definizione un pasto semplice, ed è in questa semplicità che continua a risiedere il suo successo anche ai giorni nostri, tra tradizioni regionali e nuove declinazioni di una tendenza in ascesa.


Lo street food diventa gourmet

Cibo di strada, sì, ma di qualità: la tendenza forse di maggior successo negli ultimi anni per quanto riguarda il mondo street food è la rivisitazione di cibi semplici e tradizionali da parte di chef stellati e cuochi rinomati. Tra riscoperta di ricette “povere” e popolari della propria regione e la reinterpretazione in chiave moderna e magari esotica di piatti tradizionali, il cibo di strada è ufficialmente entrato nella dimensione del gourmet.
Ma attenzione, a giudicarne il reale successo è sempre il cliente autentico, il lavoratore cittadino che vuole gustarsi un pasto saporito ma veloce tra un impegno e l’altro, sempre secondo due parole d’ordine: qualità e velocità. Le trovate di marketing costruite a tavolino per creare hype e attenzione momentanea sono allora destinate ad abbandonare il proprio sogno di popolarità.

L’importanza della comunicazione

Un locale arredato in modo originale, un truck immediatamente riconoscibile, menù stampati dalla grafica accattivante e biglietti da visita divertenti: le declinazioni che il mondo del marketing può avere nel settore dello street food sono numerosissime e ognuna potenzialmente vincente, se applicate alla giusta idea imprenditoriale. L’immagine di un brand, come un vestito ben confezionato, vestirà la bontà delle proposte di un ristoratore. E allora si potrà scegliere di personalizzare e rimettere a nuovo una vecchia e anonima roulotte per trasformarla in un “ristorante” unico e gourmet, inconfondibile tra la concorrenza.
Oppure creare un sito interattivo accessibile tramite QR Code dal quale è possibile personalizzare e inviare il proprio ordine in modo semplice ed immediato, come nelle soluzioni proposte da Onyon. O ancora, selezionare un packaging brandizzato, e magari compostabile, per rendere più riconoscibile il proprio marchio.
La comunicazione, nelle sue mille declinazioni, resta centrale nelle nuove tendenze dello street food, dove, anche se è la sostanza a fare da sovrana, anche l’occhio vuole la sua parte.

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