Intelligenza artificiale; al via il podcast 'Chef in a Pod' firmato APCI

Si chiama Chef in a Pod il progetto di podcast formativi firmati APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani che vuole rispondere al desiderio di aggiornamento smart degli Chef e dei giovani asp...

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Si chiama Chef in a Pod il progetto di podcast formativi firmati APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani che vuole rispondere al desiderio di aggiornamento smart degli Chef e dei giovani aspiranti tali.

Presentata nel corso dell’annuale simposio “Le Stelle della Ristorazione” tenutosi nella cornice dell'Horeca Expoforum di Torino, l'iniziativa rientra nella filosofia dell'associazione, secondo cui compito dei cuochi è quello di ritrovare le proprie radici, trasmettendo la tradizione culinaria ai giovani senza perdere il gusto italiano, seppure nella traccia dell’utilizzo di nuove tecnologie e in un mondo professionale in cui l’avvento dell’intelligenza artificiale sembra preparare importanti cambiamenti. Insegnare ai giovani, formarli, fare in modo che non perdano la passione per questo mestiere significa anche far loro comprendere che il sapere artigiano di questa professione deve restare al centro e che, proprio questo sapere, può generare la vera differenza. Se oggi grazie all’intelligenza artificiale possiamo replicare qualsiasi ricetta, è bene sapere che quella stessa ricetta non avrà la storia, il sapore e la sapienza che può metterci la mano artigiana.

"Questo progetto diventa una sorta di antidoto in quanto i podcast avranno il compito di temporalizzare il sapere e saranno intesi come un anello di congiunzione tra il testo, spesso difficile da consultare, e il consulente diretto, spesso difficile da individuare” spiega Roberto Carcangiu, Presidente dell’Associazione.

“I podcast saranno un sapere low-cost, una maieutica, un sano mix di esperienza e cultura e lavoreranno anche sul concetto dei bisogni nascosti, rendendoli quindi palesi e risolti" aggiunge Anna Maria Pellegrino, Consigliere Nazionale APCI.

Lo scambio tra professionisti, il confronto sui modelli di ristorazione validi, il recupero della propria storia e delle radici culinarie, diventano sempre più la via per creare un progetto di valorizzazione e di sostenibilità, economica e umana, della professione. Da qui bisogna partire per costruire, insieme, progetti di ristorazione che funzionino per il cliente, ma anche per lo chef e il ristoratore e modelli di lavoro adeguati.

Proprio in questa direzione vanno anche gli altri lavori condivisi da APCI durante il simposio: dalla progettualità di crescita dei giovani, creata attraverso il progetto 18/21, agli accordi con tutte le scuole alberghiere, fino al rilancio dell’app APCIChef, presentata nella nuova versione arricchita di strumenti di immediata fruizione, per avere APCI sempre “a portata di tap”. 

“La grande sfida e responsabilità di un’associazione è capire l’evoluzione che vive il comparto, educarsi al cambiamento per raggiungere nuovi obiettivi. Evolversi è responsabilità di tutti e significa creare opportunità, facendolo insieme. Questo accade grazie al fatto che ogni singolo socio ha un ruolo attivo nella definizione di nuovi percorsi di consapevolezza. Siamo pronti a una nuova e sempre più ambiziosa sfida”, ha detto Sonia Re, Direttore Generale di APCI. 

Nel corso del simposio i cuochi hanno ricevuto il riconoscimento alla carriera “Le Stelle della Ristorazione”. Insieme a loro sono stati premiati anche chef stellati e pasticceri del territorio piemontese, Le Eccellenze del Territorio, che hanno raccontato le loro storie, il percorso fatto, i cambiamenti ai quali ogni giorno si devono adeguare: Federico Zanasi, Martino Leone, Christian Milone, Pasquale Laera, Luisa Marelli, Fabio Ingallinera, Giorgio Bartolucci, Guido Castagna, Marco Sacco, Andrea Larossa, Davide Scabin. 

Il programma si è concluso con una visita a una realtà del territorio torinese: i cuochi sono stati accompagnati in un viaggio alla scoperta del processo di trasformazione della fava di cacao in cioccolato di eccellenza, quello Domori, per poi degustarne la qualità dedicata al mondo della ristorazione professionale.

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