Italgrob dice no all'aumento delle accise

  Pubblichiamo l'intervento con cui l Direttore Generale della Federazione, Dino Di Marino commenta duramente l'aumento delle accise sulla birra e vini liquorosi previsto dal prossimo 1° gennaio Non è...

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Pubblichiamo l'intervento con cui l Direttore Generale della Federazione, Dino Di Marino commenta duramente l'aumento delle accise sulla birra e vini liquorosi previsto dal prossimo 1° gennaio

Non è la prima volta che scriviamo e pubblichiamo tutta la nostra contrarietà all’indebito aumento delle accise sulla birra e vini liquorosi previsto dal prossimo 1° gennaio. Un aumento ingiustificato, direi pure inutile per le finalità che il Governo punta a perseguire; stiamo parlando di qualche milione di euro, quando se ne potrebbero recuperare per venti volte di più se solo mettesse mano seriamente a una rivisitazione della spesa pubblica eliminando tutti gli sprechi e le inefficienze. Un aumento quindi poco utile alla causa del Paese, ma che diventa del tutto inutile, anzi diremmo deleterio per la filiera Ho.Re.Ca. Conosciamo tutti e bene il valore del mercato della ristorazione extradomestica, il quale seppur condizionato dalla crisi, resta pur sempre uno dei pilastri dell’economia italiana: oltre 300mila punti di consumo che danno lavoro a un milione di persone. Il questo mercato, nel quale lavorano autentiche eccellenze, le bevande hanno uno spazio fondamentale.

E allora perché in questa Italia che produce e lavora, andare a colpire il prodotti popolari come la birra e il vino?  La birra poi per gli esercenti Ho.Re.Ca è un prodotto assolutamente strategico; la FIPE (Federazione Italiana pubblici esercizi) dichiara che vale almeno il 12% degli incassi dei locali.

Perché andare a fustigare ancor più, parliamo della birra, un prodotto che da luglio a settembre di quest’anno ha registrato vendite in calo del 26% e sul quale già ora più del 30% del suo valore, fra iva e accise, viene “bevuto” dallo Stato?

Una tassazione assurda fra le più alte in Europa che per gli alcolici come grappa o brandy erode fino al 60% della marginalità.

Per un governo che parla di rilancio dell’economia, di sostegno alle imprese è un comportamento assolutamente contraddittorio, che stride con una politica che promette in Italia pronta a ripartire.

Un aumento, quello delle accise che inibirebbe la ripresa, e che anzi farà aumentare la disoccupazione: fra industria birraia e vinicola, comprese le aziende di distribuzione sono a rischio almeno 12000 posti di lavoro.

Un aumento che farà calare i consumi (quelli del vino sono stimati in un -9,4%) e impoverire un intero comparto che certamente e diversamente potrebbe recitare un ruolo importante per quella ripresa che viene promessa da un Governo che parla di alleggerire la tassazione e di fatto , in questo caso, l’aumenta.

Va anche sottolineato che tale aumento, oltre ad essere punitivo per produttori ed esercenti, sarebbe un’ autentica nefandezza per gli operatori della distribuzione, che la Federazione Italgrob rappresenta.

È evidente che una gran parte dei 1700 distributori italiani subirebbe danni notevolissimi dall’aumento delle accise. Con consumi e vendite in calo si metterebbe in ginocchio definitivamente una categoria che è il nucleo vitale, la cinghia di trasmissione del mercato del fuoricasa e che dà sempre crea valore e funge da ammortizzatore economico della filiera.  Una categoria, è opportuno sottolinearlo, che versa fior di milioni in imposte dirette e non ha mai inciso sulle pubbliche casse: tanto per fare un esempio ai dipendenti dei distributori italiani la Cassa integrazione non spetta.

Annotiamo con piacere che in questo nostro appello contro le accise sulla birra e bevande alcoliche, non siamo soli. Leggiamo delle prese di pozione di Assobirra, con la quale abbiamo in passato sostenuto con i nostri mezzi di comunicazione, (la rivista specializzata GBI e il portale Italgrob.it) la campagna “Salva la tua birra” e con la quale saremo pronti a sostenere le future campagne; leggiamo il dissenso di Federvini e della stessa FIPE (Federazione Italiana Pubblici esercizi); registriamo anche le rimostranze di importanti industrie liquoristiche e ci conforta pertanto sapere che in questa battaglia contro le aumento delle accise i distributori Italiani non sono soli.

Auspichiamo pertanto, da parte delle associazioni di categoria e i produttori coinvolti in questo balzello, una maggiore e più sinergica attività per contrastare questo paventato aumento, con la certezza che i 1700 distributori italiani distributori italiani, come sempre, saranno pronti a fare la loro parte.

Dino Di Marino
Direttore Generale Italgrob

CHI E' ITALGROB


ITALGROB, Federazione Italiana dei Grossisti e dei Distributori di Bevande, è l’associazione nazionale di riferimento per il settore della distribuzione di liquidi alimentari nel canale Horeca – acronimo di Hotel, Restaurant e Café - che comprende tutto il circuito dei consumi “fuori casa”. La Federazione, riconosciuta a livello internazionale quale membro dell’associazione europea CEGROBB (Communauté Européenne des Associations du Commerce de Gros en Bières et autres Boissons), riunisce tutti i 14 consorzi italiani del settore e molti distributori indipendenti, per un totale che supera i 930 affiliati. I membri di Italgrob rappresentano da soli oltre il 42% del mercato Horeca italiano per i liquidi alimentari, con un giro d’affari complessivo che sfiora l’80% dei traffici globali. Nata nel 1992 per volere dei presidenti dei consorzi fino ad allora costituiti, Italgrob opera  a livello ufficiale come un vero e proprio “sindacato” in grado di rappresentare la categoria e le sue istanze di fronte alle istituzioni e agli altri membri della filiera produttiva, contribuendo nel contempo alla crescita e allo sviluppo del settore.

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